Archivi tag: studi

Teses ricerca collaboratori, esperti e ricercatori

Rispondo in questo post alla numerose richieste di collaborazione che ogni giorno arrivano attraverso il nostro sito o attraverso i canali social.

Nel corso degli anni in molti hanno militato tra le fila del Teses.
Chi per diversi mesi, chi per pochi giorni.
Ognuno, nel bene o nel male ha dato il proprio contributo, compatibilmente con la propria formazione, con le proprie competenze.

Abbiamo accettato chiunque, dando ad ognuno le medesime opportunità di crescita all’interno di questa associazione che, per natura, non è mai soddisfatta dei risultati raggiunti e che mira costantemente al continuo miglioramento.
Esperti e semplici appassionati, titolati e neofiti.

C’è chi ha avuto modo di organizzarsi tra studio, lavoro, famiglia, figli e impegni personali, ricavando il tempo necessario per poter garantire un impegno reale, una presenza costante, dimostrandosi non solo affidabile, ma anche indispensabile.
C’è chi ha avuto modo di essere presente ad intermittenza, scomparendo per periodi più o meno lunghi, rallentando i lavori e bloccando altre persone.

Logicamente il nostro investimento in termini di formazione, che ci costa in ogni caso tempo che va sottratto alle ricerche, si è concentrato verso chi forniva più garanzie di crescita e di presenza, senza per questo smettere di sperare che altre persone riuscissero ad organizzarsi in modo migliore.

Ben consapevoli di essere un’associazione di volontariato, e che quindi il contributo dei collaboratori è, appunto, volontario, non possiamo permetterci di disperdere energie nel seguire ed inseguire persone che non hanno l’opportunità di dedicarsi alle ricerche in modo presente e continuativo.

Per questa ragione ricerchiamo collaboratori, ma che possano esserlo non solo sulla carta, o garantendo una presenza part-time.
Purtroppo, per condurre indagini significative, che vadano oltre l’escursionismo, sono necessarie ricerche, studi, rilievi, relazioni, etc… Tutto ciò richiede tempo, alcune ore ogni giorno, oltre alle giornate intere dedicate alle esplorazioni o ai sopralluoghi.

Il tutto amalgamato da grande passione, capacità organizzativa, corretta gestione dei tempi e formazione di base che al momento non abbiamo più modo di fornire internamente, proprio perché le emergenze che seguiamo non ci danno tregua e tempo libero.

La figura che si ricerca è quindi un appassionato alle tematiche di ricerca e di studio di ambienti sotterranei artificiali, con la possibilità di garantire la presenza operativa nel fine settimana (sabato e domenica), un impegno costante di almeno un paio di ore ogni giorno.
Le preferenze vanno a chi, a parità di requisiti, possa dimostrare di aver praticato costante attività speleologica per diversi anni, partecipato a studi archeologici anche come volontario e con una formazione personale possibilmente incentrata su geologia, architettura, archeologia e storia.

Chiediamo poco, vero?
Ne siamo consapevoli. Ma solo così un contributo esterno potrà essere realmente utile e proficuo e non un freno come già avvenuto troppe volte in passato.

Annunci

Esplorare e documentare, l’archeologia sotterranea

Esplorare e documentare. Sono due attività ben differenti. Eppure oggi si fa molta confusione e si legge di mirabolanti esplorazioni di novelli Indiana Jones in ambienti noti e stranoti, oppure di un paio di foto e quattro misure, vendute come documentazione.

Esplorare è conoscere qualche cosa di ignoto, per esperienza diretta.
Penetrare in un ambiente sotterraneo dimenticato o riscoperto, fare incetta di sensazioni, vivere gli attimi di questo momento con ogni cellula del proprio corpo, librarsi al confine con la realtà, isolato dal mondo quotidiano.
Incedere, senza timore ma con prudenza, attraverso insidie nascoste e pericoli prevedibili. Spingersi sempre oltre, per arrivare oltre, dove altri non sono mai arrivati.

Documentare è la fase successiva. E’ possibile documentare un luogo già esplorato, raccogliendo dati oggettivi e fruibili per degli studi approfonditi.
Documentare è un’arte che non va improvvisata e richiede specifiche competenze, altrimenti si riconduce ad un set di fotografie di utilità inferiore a quelle scattate da turista accanto ad una fontana. Non sono solamente le fotografie e le misure prese in situ a descrivere l’ambiente. Esiste una serie di rilevazioni da completare per descrivere in modo più completo possibile un ambiente che la maggior parte dei moderni esploratori addirittura ignora.

Oggi vi è molta confusione in merito. Occorre sempre più passione, impegno e umiltà.