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Ricerche di vuoti e di cavità sotterranee con Jeohunter (Makro Jeo Hunter)

Da diversi anni facciamo affidamento alla tecnologia GPR (ground penetrating radar) per affiancare strumentalmente le nostre ricerche.
Tra i vari strumenti impiegati, riteniamo che il Jeohunter (Makro Jeo Hunter) sia un valido compromesso tra costo e prestazioni, nonché duttile a livello logistico.

Jeo Hunter test

Fornito con una sacca per il trasporto, le sue ridotte dimensioni consentono di utilizzarlo nella maggior parte delle situazioni, non limitandosi necessariamente a contesti a cielo aperto in superficie.
Spesso e volentieri abbiamo avuto l’opportunità di impiegarlo anche nel sottosuolo, senza dimenticare che la mobilità della piastra / antenna, permette di utilizzarlo anche su superfici verticali, quali pareti e muri.
La sua principale caratteristica di rilevare vuoti permette così di ipotizzare cosa possa trovarsi alle spalle di un muro, se una tamponatura nasconde una semplice nicchia o un ambiente vero e proprio.
Sebbene non immediato da configurare, in termini di calibrazione della risposta del terreno che dovrà scandagliare, la risposta risulta sempre piuttosto accurata.

Il suo antagonista, per fascia di prezzo e prestazioni, il Golden King, gode di una resa grafica sicuramente più accattivante e moderna, ma forse l’elaborazione delle risposte alle onde proiettate nel terreno, risente di qualche approssimazione di troppo.
In alcune situazioni, che definirei ideali, è stato possibile seguire l’andamento di una galleria dall’alto, in modo incredibilmente preciso. Essa però non si trovava a grandi profondità, anzi, possiamo confermare che fosse ricoperta da lastre di pietra di spessore variabile tra i 15 ed i 20 centimetri.

 

Indagini presso il castello di Uviglie (AL)

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A pochi chilometri da Vercelli, sui primi rilievi del Monferrato casalese si trova Uviglie, una frazione di Rosignano immersa nel verde delle colline. In quella zona abbiamo già studiato le cave di Pietra da Cantoni, oggi abbandonate, realizzando anche il nostro primo documentario, uscito su DVD alcuni anni fa. Ma c’è di più. Molto di più.
A poca distanza dalle cave si trova il castello, conosciuto principalmente per l’enoteca che lo caratterizza e per l’opportunità di soggiornarvi in ricerca di relax.
La tradizione vincola di questo feudo è molto antica, risale addirittura al 1491 e il castello è un ottimo teatro per cerimonie, matrimoni e catering.
Forse è per questi temi che il contrasto con un aspetto più misterioso risulta addirittura amplificato.


In primis, come ogni castello che si rispetti, ha un fantasma. O almeno una leggenda che ne parla, nonché alcuni testimoni convinti di aver visto in più occasioni, di notte, una figura eterea attraversare l’ampio parco del castello.
Ma, si sa, il nostro interesse principale è legato alle cavità artificiali, ai sotterranei, che solitamente si indagano di giorno, ben prima dello scoccare della mezzanotte.
Molti rimaneggiamenti ottocenteschi, opera dell’architetto Arborio Mella, tentano di occultare le origini basso medievali, di cui sopravvive il mastio e le sagome di alcune finestre oggi tamponate.
Due pozzi attirano la nostra attenzione, non solo perché spesso considerati l’anticamera del passaggio segreto, ma in quanto uno di questi mostra decorazioni molto particolari sul puteale.
Simboli dai significati esoterici ed alchemici molto precisi, che trovano riscontro anche nello stemma della famiglia, perfettamente leggibile in un mosaico pavimentale a colori, presente al centro di una sala.
L’aspetto esoterico che questo maniero emana lo si può anche percepire dalla sua struttura. La sua pianta rispecchia infatti la costellazione dei Gemelli, ribaltata.
I Gemini, Càstore e Pollùce, figli gemelli di Zeus e di Leda, sono conosciuti anche come i Diòscuri e spesso vengono considerati come patroni di alcune espressioni artistiche come la poesia, la danza e la musica, ma anche come protettori dei navigatori. Secondo altri, sarebbero i figli di Tindaro, re di Sparta, nonché due degli Argonauti, i famosi cinquanta eroi alla ricerca del Vello d’oro. Questi sono i primi elementi su cui ragionare. Pare che esistano dei messaggi scritti nella pietra e nei mattoni, lasciati da chi progettò il castello.
L’utilizzo di un georadar ai fini di rilevare la presenza di cavità nel parco ha dato i suoi frutti. Esistono almeno due vuoti di notevoli dimensioni, uno dei quali ancora accessibile tramite uno stretto pozzetto.
L’ambiente è un’opera di tipo idraulico, una cisterna, dotata di canaletti per il carico e lo scarico dell’acqua. Oggi è la tana di un discreto numero di hierophis viridiflavus, serpenti non velenosi ma piuttosto aggressivi. E’ bastato stringere le tute con del nastro adesivo ed indossare degli scarponcini dal collo alto per evitare qualche morso di troppo.
I sotterranei del castello infine, sono molto vasti e si estendono in profondità nel ventre della collina, proseguendo per una lunga scalinata discendente, fino a raggiungere un ambiente allagato da secoli.
I misteri si inabissano in un corridoio dotato di diverse nicchie laterali, con oltre un metro e mezzo di acqua ristagnante, che potrebbe celare la vera origine di questa cavità.
In qualche rara occasione, all’archeologia ed alla speleologia vanno affiancati anche studi provenienti da rami più “occulti” del sapere, in quanto, talvolta, le scienze classiche non bastano per comprendere certi misteri dell’architettura e precise scelte costruttive. Sul nostro sito (www.teses.net) è presente un video di approfondimento.

Il tesoro dei Malamorte nei sotterranei del castello di Belveglio (AT)

Online il trailer di una nuova avventura che ha visto impiegati Luigi Bavagnoli, in qualità di esploratore e Stefania Piccoli, in veste di fotografa, nell’indagine presso il castello dei Malamorte di Belveglio, in provincia di Asti.

Incaricati da Francesco Léon Lorusso di studiare gli ambienti sotterranei del castello, grazie all’autorizzazione della proprietaria, i Teses possono mostrarvi gli ambienti ritrovati.
Si tratta per lo più di gallerie scavate nella marna sabbiosa, decisamente pericolanti ed instabili. Interessante da numerosi crolli, hanno fatto desistere tutti i curiosi avventuratisi nelle loro profondità.

La leggenda narra che un importante tesoro, quello del duca Matteo Farnese, sia stato nascosto in una particolare cripta, o camera sepolcrale, accessibile soltanto da un pozzo, oggi scomparso.
Diversi cedimenti del terreno hanno permesso di intercettare alcune gallerie, che vertono comunque in pessimo stato di conservazione.

L’indagine risulta quindi molto pericolosa.

Finalmente disponibile il nuovo libro Suggestioni dal Sottosuolo

Suggestioni dal Sottosuolo, un libro di Luigi Bavagnoli, illustrato dagli scatti di Stefania Piccoli e di Valentina Giammarinaro.
E’ stato realizzato su proposta dell’amico Gianni Paronuzzi, per sostenere il Centro Ascolto Anti Violenza sulle donne, una delle numerose attività dell’ass. 12 Dicembre Onlus.

Il libro, disponibile presso la bottega Raggio Verde di via Ferraris, presso la Libreria Giovannacci di Vercelli, presso il Giornale La Sesia di via Sella, è suddiviso in tre parti. La prima parla logicamente di Vercelli città, mostrando alcuni luoghi solitamente non accessibile alla gente comune, rivelando un assaggio di quanto è ancora possibile scoprire nel sottosuolo cittadino.
La seconda si rivolge a località limitrofe, paesi vicini, tutti legati al mondo ipogeo da tradizioni, storia e leggende, che il Teses, negli anni, ha indagato. La terza ed ultima parte parla racchiude alcune delle più affascinanti avventure condotte in giro per l’Italia.

Con le presentazione del sindaco di Vercelli Maura Forte, l’introduzione di dell’architetto Daniele De Luca, dell’Uff. Beni Culturali ed Ecclesiastici dell’arcidiocesi di Vercelli e con la prefazione del giornalista Gian Luca Marino, Suggestioni dal Sottosuolo si presenta con un taglio divulgativo, curioso, semplice e rivolto a tutte le persone che subiscono il fascino dell’ignoto, del mistero e dell’esplorazione.

Oggi 1 dicembre 2014 il libro è stato presentato alla Stampa nella conferenza con il Sindaco Maura Forte, il Consigliere Comunale Andrea Raineri. L’autore, Luigi Bavagnoli, con il supporto di Gianni Paronuzzi ha risposto alle numerose domande sull’ambizioso progetto editoriale, rivelando alcune curiosità ed aneddoti sulla nostra città.

Con il Sindaco Maura Forte è stata nuovamente ribadita l’intenzione di proseguire le indagini e le esplorazioni del sottosuolo cittadino, che può riservare ancora grandi sorprese a tutti gli appassionati di storia e di archeologia locale.

TMC: Il passaggio segreto del castello di Milano

Lo Sforzesco, il castello di Milano, nasconde ancora oggi numerosi ambienti sotterranei. Tra questi una galleria, considerata da molti una via di fuga. Un passaggio segreto che attraverserebbe la città fino a raggiungere il Santuario di Madonna delle Grazie, che ospita il famoso cenacolo di Leonardo Da Vinci.
Cosa può essere, in realtà questo cunicolo? Storia e leggenda spesso si mescolano. In questo nuovo servizio del Teses Mystery Channel, con la partecipazione di William Facchinetti Kerdudo, con la collaborazione di Milano Sotterranea e Sconosciuta e l’appoggio di FHT: Fake Hunters Team, scendiamo, ancora una volta, nel cuore della leggenda.

Esoterismo e misteri nei cunicoli di Uviglie – Il Monferrato

Fonte: – 27 giugno 2014

A pagina 24 del giornale Il Monferrato, la rubrica ‘Personaggi’ è dedicata a Luigi Bavagnoli: il detective che indaga il passato dal sottosuolo.

Bellissima intervista curata da Marina Maffei, con alcune fotografie a colori, in cui il presidente di Teses racconta come è nata la sua passione e di alcuni studi condotti proprio in terra monferrina. Particolare spazio dedicato al castello di Uviglie ed ai suoi misteri.