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Raccontare l’archeologia tramite video

Nato quasi per scommessa, il progetto TESES MYSTERY CHANNEL si sta affermando sempre di più.
Ben cinque dei servizi autoprodotti da Luigi Bavagnoli e i suoi colleghi di Teses sono stati trasmessi su Italia 1, all’interno di una rubrica del noto programma Mistero.

Marzo 2014, 380 iscritti al canale YouTube, 118.000 visualizzazioni, 21 servizi per quasi 3 ore di intrattenimento.

Questi sono i dati di quanto prodotto fino ad oggi dai ragazzi capitanati da Bavagnoli che, in una recente intervista, ha raccontato:

“Mi rendo conto che sempre meno persone si appassionano ai misteri del passato, alla storia ed all’archeologia. Ho quindi cercato di proporre un format giovane, veloce, fruibile attraverso il web, che potesse intrattenere più persone possibili. Divertendosi, parallelamente, imparano qualche cosa.”

I video prodotti parlano di cunicoli sotto alle chiese, di passaggi segreti, di tesori nascosti, di enigmi archeologici, di alchimia ed esoterismo. Alcuni di questi hanno ottenuto un grande successo, altri meno.

“Proprio per questa ragione continuiamo ad imparare, osservando cosa funziona meglio cerchiamo continuamente di interpretare le esigenze e le richieste del nostro pubblico.”

Importante contributo al progetto la lavorazione del montaggio dei video, realizzato da Alessandro Fulci, nipote dello scomparso regista Lucio Fulci e di Fabrizio Danieli, di MoonTV Studio.

Di recente è entrato in squadra Federico Pecorino, architetto milanese che collabora al progetto arricchendo i filmati con la riproduzione tridimensionale dei luoghi studiati grazie alle potenzialità offerte dalla moderna computer graphics.

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MOL – Il Museo Online – sviluppo di un sogno

Ciò che nel 2004 ho portato avanti da solo, oggi potrebbe rinascere grazie al supporto di amici, colleghi e di tutte quelle persone che ancora credono che investire un euro in un progetto culturale valga di più che spenderne per vedere il Grande Fratello.

Per questa ragione abbiamo creato questa pagina Facebook: https://www.facebook.com/MuseoOnLine

Chi reputa questa iniziativa valida può condividere la pagina ai suoi contatti e permetterne la diffusione. In parallello ci stiamo già muovendo contattando alcuni musei ed altrettante aziende di informatica, con la speranza che possano dare i loro contribuiti nella realizzazione del progetto, riconoscendone il valore e le potenzialità.

Un progetto ambizioso M.O.L. Museo Online, come organizzarlo

mol_logo

Il progetto MOL, il Museo OnLine, ha sempre destato, fin dalla sua nascita, l’interesse di molti appassionati e di addetti del settore.
Rilanciarlo oggi vuol dire accettare una sfida, perché a quasi dieci anni di distanza, non possiamo più pensare ad un sito amatoriale, con tutte le limitazioni del caso, spinto solo dall’idea innovativa che stava alla sua base.

La tecnologia e le potenzialità oggi disponibili devono essere sfruttate al meglio per consentire di realizzare un progetto unico capace di divenire un riferimento nel panorama museale, e non, italiano.

Replicare quanto ho creato nel 2004 non avrebbe senso e non permetterebbe gli sviluppi che abbiamo in mente. Sicuramente, con l’evoluzione del progetto, cambiano anche gli impegni, gli investimenti e le risorse necessarie per seguirlo come si deve.

– Occorre instaurare un Comitato Scientifico, in grado di garantire la correttezza e la bontà delle schede che verranno archiviate;
– Occorre un discreto numero di volontari affidabili in grado di caricare nel sistema i contenuti che verranno proposti;
– Occorre l’impegno necessario per contattare musei esistenti, per proporre di esporre virtualmente alcuni dei propri reperti in questa vetrina multimediale.

Abbiamo appena aperto una pagina Facebook per divulgare il progetto. Vi chiediamo di mettere il vostro MI PIACE e di CONDIVIDERLA con tutti i vostri contatti.
Solo grazie al piccolo contributo di ognuno, questo progetto potrà raggiungere il suo obiettivo. E’ una sfida molto impegnativa, ma dobbiamo crederci tutti quanti.

Luigi Bavagnoli, chi è?

L’amico Andrea Rossetti mi pone alcune domande per un suo progetto in cui racconterà le storie di alcune persone che avevano un sogno e che lo hanno realizzato.

Condivido con voi, grazie alla sua autorizzazione, le domande principali.

– Oggi sei un esploratore. Quando hai deciso che avresti provato a diventarlo?

Ero veramente piccolo. Complici i film “I Goonies” e “Il tesoro del castello senza nome” e, ora che ci penso, di una giacca…
Era la Giacca dell’Avventura, che si poteva vincere collezionando punti di una nota merendina. Ne ricevetti addirittura due, e le conservo ancora. Erano smanicabili e piene di tasche e taschini. Facile per un bambino indossarla e volare con la fantasia.

– Questa domanda è più difficile, perché?

Hai ragione… per via della mia atavica curiosità, in primis. Questa mi ha spinto a voler verificare di persona i luoghi ed i posti di cui leggevo con avidità.
Sentivo il bisogno della certezza che può derivare solo dall’osservazione diretta. In molti si occupano di storia ed esaminano migliaia di fonti. Ma talvolta la verifica sul campo, per quanto complicata possa essere, può essere complementare e confermare o ribaltare le teorie.
Ho ritenuto fosse un metodo di indagine più completo.

– Sei sicuro che non ci sia altro?

In effetti c’è un’altra ragione, meno egoistica. Credo che la più forte motivazione, che mi spinge a fare queste ricerche, sia un senso di compensazione.
Mio padre era appassionato di questi argomenti, ma non ha mai potuto approfondirli come avrebbe voluto. Mi sento in dovere di ricercare la verità al posto suo, per lui che non può più e per tutte quelle persone che, per varie ragioni, non hanno modo di farlo.
Poter condividere le mie ricerche e le mie esperienze è una sensazione preziosissima.

– Che rapporto hai con il mistero, come lo colleghi con l’archeologia?

Il mistero è un tema che ha sempre affascinato me e la mia famiglia, da generazioni. Informarci, documentarci, cercare di scoprire elementi esoterici è, per me, naturale.
Abbiamo sempre vissuto questa particolarità con serenità e razionalità, tant’é che il mio approccio è sempre stato scettico.
Ciò non impedisce di ricercare la verità, anzi. Ho spiegato bene questo equilibrio al Convegno del CICAP di Volterra lo scorso anno, a cui sono stato invitato da Massimo Polidoro.

– Oltre alle conferenze e la TV, sta andando molto bene un altro progetto altrettanto ambizioso, il tuo canale video di misteri.

E’ veramente molto impegnativo, ma ci regala enormi emozioni. E’ un’attività che richiede un numero di ore inimmaginabile, per poi vedere la produzione di pochi minuti di video. Ma a noi basta che che 100, 500, 1.000 persone lo apprezzino e ci sentiamo ripagati.

– Dove trovi l’energia per fare tutto questo?

Dentro di me. Io non riesco a stare fermo, ad oziare. A guardare la TV. Devo sempre costruire qualche cosa, produrre, risolvere, sfidarmi.
Facendo convergere ogni energia disponibile in questa direzione, le cose avvengono naturalmente.

– Come affronti gli imprevisti o le delusioni?

Negli anni ho imparato che piangersi addosso non porta a nulla. Ho imparato a reagire, a rinnovare l’entusiasmo, accusare il colpo per farne esperienza, ma ripartendo sempre alla grande, con ancora più energia di prima.

– Ti reputi un alieno in questo mondo?

Forse un alieno no, ma un uomo di altri tempi. Tra i giovani non vedo più questa voglia di sfidare i propri limiti, impegnarsi e mettersi in gioco.
Mi pare di essere circondato da una generazione di delusi, di gente con poca motivazione.
Ovviamente ci sono sempre delle eccezioni, ma la tendenza, purtroppo, è quella.
Come me ne ho conosciuti pochi altri.

Il progetto Teses Mystery Channel

Con ormai due ore di video all’attivo, il progetto Teses Mystery Channel, nato da un’idea di Luigi Bavagnoli, è, a tutti gli effetti, divenuto una realtà.

“E’ un progetto indubbiamente ambizioso, tenendo presente che non avevamo all’inizio esperienza in questo settore e che, essendo un’associazione di volontari, potevamo dedicarvi solo il tempo libero. Credendoci abbiamo investito in noi stessi, nella nostra voglia di migliorarci sempre, di divulgare. Appena abbiamo potuto abbiamo migliorato i mezzi e coinvolto altre persone. Direi di poter essere soddisfatto.” – Spiega il presidente di Teses, Luigi Bavagnoli.

“TMC vuole parlare di ambienti e fatti poco noti, raggiungendo chiunque, proprio tramite questi brevi video di immediata fruizione, realizzati apposta per internet. Di molti di questi argomenti, sul famosissimo portale di video, non c’era nulla.
Un vero peccato, e così abbiamo iniziato a farli noi.
Una particolarità di questo progetto, è che ogni singola puntata è strutturata per essere da un lato auto-conclusiva, dall’altro permette successivi approfondimenti. In questo modo, qualora emergessero novità o importanti contributi, sarà sempre possibile integrare degli aggiornamenti.
Un invito che rivolgo anche a tutte quelle persone che conoscono bene i temi che trattiamo e che vorrebbero dire la loro, ma che non lo hanno mai fatto prima.” – Conclude Bavagnoli.

F.N.C.A. – Formazione Nazionale Cultura Archeologica

F. N. C. A., acronimo di Formazione Nazionale Cultura Archeologica, è un progetto di Luigi Bavagnoli, orientato alla divulgazione di una nuova cultura archeologica laddove sia scarsa o assente.

“Da sempre ho cercato di avvicinare le persone a questo mondo, alla storia, all’archeologia, ai segreti del passato. Ne è un’importante testimonianza lo stesso progetto T.X.A. (Teses eXplorer Academy, rivolto ai più piccoli), che, seppur lentamente, inizia a muoversi in modo soddisfacente e sicuro.
Durante questa bellissima esperienza ho scoperto che non sono solo i più piccoli a risentire di certe lacune, ma spesso molti adulti non hanno avuto la fortuna e l’opportunità di apprezzare il nostro passato.”

Così esordisce Luigi Bavagnoli, che prosegue “Tramite la divulgazione attraverso il web, la tv, la radio, le conferenze, gli interventi nelle scuole abbiamo fatto tanto, ma tanto è ancora da fare. Riceviamo moltissimi ringraziamenti anche su Facebook, dove le persone hanno la possibilità di scoprire insieme a noi, ad interessarsi a cose che non hanno mai preso in considerazione e che, spesso, nemmeno si immaginavano. Da qui il termine ‘Nazionale’, inteso come per tutti, popolare.”

Tutti questi sforzi, quindi, rientrano in questo grande progetto, il cui nome nasce da un aneddoto simpatico. “Non avevo ancora deciso un nome per questo progetto, poi, un giorno, mi sono ricordato di avere un dominio inutilizzato, dai tempi della Federazione Nazionale Cavità Artificiali. E, visti i tempi di ristrettezza economici, ho adeguato il nome per adattarlo a quanto già in mio possesso. Ma trovo che sia bello ugualmente.”

Teses, la mia creatura

Teses è un progetto nato quasi per gioco nel lontano 1996, quando, tra i tanti temi trattati con l’amico Alessandro Fulci, i nostri discorsi si concentrarono sulla possibile esplorazione di ambienti sotterranei.
Proprio questa attività, all’epoca nemmeno embrionale, ci sembrava potesse unire il fascino dell’avventura alla ricerca storica. Una sorta di sogno che avremmo potuto trasformare nelle nostre vite quotidiane.

E così reclutai alcuni amici, trascorsi ore in biblioteca e giorni ad intervistare gli anziani, raccogliendo leggende e testimonianze.

Teses compie 17 anni, è un’associazione che percepisco come un essere vivente, la mia creatura.
Negli anni sono cambiate tante persone, chi ha condiviso con me il cammino per pochi mesi, chi per alcuni anni. (E qualcuno anche solo per due giorni!)

Teses è stato una ventina di volte in televisione, su numerosi giornali e riviste. Ha ricevuto premi e riconoscimenti. Ha prodotto documentari e tenuto centinaia di conferenze.
Ha allestito mostre fotografiche, esplorato numerosissime località sul territorio italiano.

Cosa ci riserverà il futuro non lo so. Per anni ho inseguito l’utopia di avere una squadra composta da persone motivate quanto me, disposte al medesimo impegno ed al medesimo sacrificio.
Purtroppo non è così, non è possibile che sia così.

Partecipare saltuariamente alle uscite, rinunciare alla formazione di base a causa di altre priorità, non permette la crescita professionale dell’individuo nei numerosi settori che Teses tratta.

Per questa ragione è stata creata Teses Elite, un gruppo di lavoro composto da (rare) persone che denotano una passione superiore alla media. Passione che in breve tempo gli ha fatto acquisire esperienza e ottenere risultati per altri inimmaginabili.

Gente valida, esterna all’associazione Teses, solitamente a capo di altre organizzazioni simili. Un utile sinergia che non può che migliorare il valore totale di chi si impegna costantemente in questi progetti.