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Indagini presso l’acquedotto Buco del Diavolo di Camerano (AN)

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Siamo tornati nel parco del Conero (AN) per osservare de visu una galleria molto particolare, protagonista di numerose leggende. Prende il nome di “Buco del Diavolo”.
L’obiettivo primario era quello di accompagnare il conduttore della trasmissione Mistero, Marco Berry, all’interno della cavità, prevenendo eventuali pericoli e realizzando delle riprese video da adoperare nel servizio.
C’è chi sostiene che in fondo alla galleria vi sia una stanza con un tesoro, chi crede invece che possa condurre ad una base militare segreta costruita all’interno della collina.
L’unica cosa che possiamo fare è osservare questa cavità ed interpretare i suoi elementi per tentare di comprendere correttamente di che cosa si tratti.

Il Buco del Diavolo di Camerano è indubbiamente un interessante manufatto di particolare interesse speleo-archeologico. E’ un tratto di acquedotto di età romana, o addirittura precedente, che probabilmente portava acqua fino ad Ancona.
E’ stato realizzato scavando una serie di pozzi verticali, fino al raggiungimento della quota stabilita. Dalla loro base si è iniziato lo scavo della galleria in due direzioni. Verso monte e verso valle, presentando attenzione alla pendenza ed alla direzione, fino a raggiungere i tratti scavati partendo dai pozzi adiacenti.
L’unione dei due tratti di galleria è sovente caratterizzato da un dente di giunzione, dovuto allo scarto inevitabile che si creava all’incontro dei due cavi ciechi.
I pozzi scavati per raggiungere le profondità necessarie, poi, venivano occlusi per evitare che gli animali, cadendo al loro interno, potessero contaminare l’acqua e per evitare che qualcuno attingesse acqua privatamente.
Lungo le pareti si possono ancora notare numerose nicchie, che potevano reggere delle lucerne per illuminare il condotto durante la sua realizzazione.
Inoltre i segni lasciati dagli attrezzi lungo le pareti ci permettono di comprendere la direzione di scavo.
L’opera si addentra per qualche centinaio di metri nella collina, fino ad essere interessata da frane e da occlusioni.
Sarebbe utile individuare altri tratti superstiti di questo complesso idraulico per ricostruirne l’andamento nel sottosuolo ed ottenere maggiori informazioni su questo aspetto della storia antica.

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Alla scoperta di “Lonato Sotterranea

1Fonte: – 8 settembre 2012

Su Bresciaoggi di sabato 1 settembre 2012, un articolo sulle prossime ricerche nel sottosuolo di Lonato del Garda (BS).

Ad effettuarle, tre gruppi: “Xplora”, con lo studioso desenzanese Armando Bellelli, il “Teses” di Vercelli guidato dallo speleologo Luigi Bavagnoli ed il gruppo speleo-esplorativo “Geographical Research Association”.

Grazie anche al supporto degli speleologi bresciani Diego Vezzoli, Adriano Bresciani e dell’archeologo Andrea Bellandi, si cercherà di far luce su una rete di cunicoli nascosti, sul vecchio acquedotto e su una domus romana già posizionata tramite georadar ma ancora inesplorata.

TMC: Il buco del Diavolo di Camerano e i segreti del Monte Conero

Teses Mystery Channel torna nel Parco del Conero (AN), per approfondire il mistero del Buco del Diavolo, oscuro antro mostrato in un recente servizio realizzato con Marco Berry per Mistero, la nota trasmissione di Italia 1.
La galleria conduce alla base militare segreta? Nasconde veramente un tesoro? E’ vero che esiste un laboratorio segreto per monitorare la presenza di alieni? Di che cosa si tratta?
Questo approfondimento nasce per dare una spiegazione più dettagliata della natura originaria della cavità artificiale in oggetto.
Si ringrazia: Quadrio TV, Claudio Cavalli, Marco Berry, Ylenia Vanni, Massimo Pugnaloni, Stefania Piccoli, Jacopo Facchi, Alberto Recanatini.

Mistero: Camerano – I segreti del monte Conero

1Fonte: , – 10 maggio 2012

Siamo ritornati a Camerano per accompagnare Marco Berry nell’esplorazione del “Buco del Diavolo”, un antico acquedotto pre-romano, o addirittura precedente, sul quale si raccontano molte storie.

Segui il link al servizio sul sito Mediaset.

Per approfondimenti scientifici potete consultare queste brevi note che descrivono archeologicamente la cavità.

L’acquedotto dell’Acqua Marcia

Eh no, amici.

Nell’acquedotto romano dell’Acqua Marcia non vi era acqua stagnante!
Il nome deriva dal pretore Quinto Marcio Re. Si tratta, forse, di una delle prime opere che ci si appresta a studiare quando ci si avvicina allo studio dell’Archeologia del Sottosuolo e delle Cavità Artificiali.

Infatti il tratto ipogeo di questa opera idraulica atta al trasporto delle acque è lungo ben 80 chilometri.

La frase di apertura è emblematica: in pochi lo conoscono e, tra questi, in molti hanno convinzioni errate sull’origine della sua denominazione.
Invito quindi tutti gli amici speleo ed archeo, con tanta passione ed amore per la storia e la cultura, di continuare l’opera divulgativa allargata ai più, per favorire la corretta comprensione e la doverosa conoscenza del nostro passato.