Daniele Gaviglio, un archeologo, un amico, un poeta

In questa foto sono in compagnia di Daniele Gaviglio.
Un vero pozzo di sapere, animato da una passione per la storia e per l’archeologia senza precedenti.
Oggi, però, è il 13 marzo 2018, ed è una brutta giornata. Lui non c’è più.
L’ho conosciuto tardi e me ne dispiace molto. Nel mondo accademico non era affatto messo in buona luce, esisteva un universo di critiche, di accuse, di gelosie, di rivendicazioni che non mi avevano mai permesso di incrociare il suo cammino.
In questi ultimi anni, invece, mi ero affezionato molto a quest’uomo e a farmi compagnia adesso restano i ricordi di ore e ore spese in piacevoli dialoghi,  aneddoti e spiegazioni di ogni sorta ed il rimpianto di non aver avuto il coraggio di frequentarlo prima.
Imparando a conoscerlo gli avevo dato l’opportunità di spiegare anche la sua versione dei fatti, il suo punto di vista in merito a tutte quelle ombre che lo avevano emarginato. Solo allora ho iniziato a capire. Tardi, però.
Solo frequentandolo era possibile comprendere realmente il personaggio, estroverso, bizzarro, folle. Scomodo, innanzitutto. Scomodo non solo per i lavori condotti, gli scavi effettuati e le scoperte fatte. Scomodo anche per le continue battaglie per la tutela di edifici storici, scomodo per le denunce, fatte e subite.
Era impossibile parlare con lui per soli cinque minuti, tanti erano gli spunti e le curiosità che sapeva divulgare con vertiginosa cultura e altrettanto vasta umiltà.
Molte volte mi sono lasciato trascinare dai suoi racconti, vere e proprie lezioni, in cui il tempo di fermava, trascorrevano ore senza quasi rendersene conto.
Quando parlava di storia i suoi occhi tornavano quelli di un bambino sognante.
Ricordo ora con particolare affetto quando, dopo esserci incontrati al Barlafus, il mercato del piccolo antiquariato di Vercelli dove acquistava sempre qualcosa, lo accompagnai a casa in auto. “Dove abiti?” – gli chiesi. “Necropoli di San Bartolomeo.”
In quel momento sorrisi, perché quelle sono le indicazioni tipiche degli appassionati di storia.
Oppure quando, già malato di diabete, si concedeva qualche cibo non troppo indicato, giustificandosi con la smorfia di un bambino dispettoso.
Potrei citare numerose altre vicende, dall’Anfiteatro romano di Vercelli, al Mausoleo di Decio, dalla Grotta dei Saraceni al passaggio segreto di Sant’Eusebio.
Potremmo parlare tutti quanti per giorni interi dell’incredibile collezione composta negli anni con il fratello Dario, tanto discussa e bistrattata, per la quale si è ancora alla ricerca di una collocazione soddisfacente che la renderebbe finalmente fruibile alla città di Vercelli.
Potremmo parlare delle scoperte, dei ritrovamenti fatti negli anni, ma anche anche delle critiche, delle diffamazioni, delle accuse, ci sono state anche quelle.
Io adesso preferisco ricordarlo per l’amore verso gli animali, i suoi gatti, le sue eccentricità, le sue follie.
Daniele, che mi ha sempre un po’ ricordato la figura di Schliemann, per me resta una persona davvero incredibile, che negli anni ho imparato a conoscere sempre meglio ed a stimare realmente.

 

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I giganti prediluviani di Saletta, descritti da Giovanni Battista Modena

La tradizione racconta che nella chiesa vercellese di San Cristoforo, sia stato custodito un dente appartenente ad un vero gigante.

Ne era convinto lo storico e canonico Giovan Battista Modena, che sosteneva di averne rinvenuto uno durante lo scavo di un fosso nei pressi di Saletta di Costanzana.

Alcune sue reliquie sarebbero state conservate in alcune chiese di Vercelli, San Cristoforo, appunto e la cattedrale di Sant’Eusebio.

Ne ho parlato in un capitolo del libro Vercelli Misteriosa, di Gian Luca Marino e qui, per la prima volta, mostro i risultati completi della ricerca che ho condotto per anni.

E’ qui disponibile il documento completo di foto, in formato PDF che racconta la mia indagine su questa leggenda che, almeno in parte, abbiamo svelato.

PDF – Luigi Bavagnoli – I giganti prediluviani

Il pozzo della Locanda dei Gelsi a Villar San Costanzo (CN)

Grazie alla collaborazione tra lo Speleo Club Saluzzo SCS “F. Costa” CAI sez. Monviso, il gruppo speleologico CAI Varallo e l’associazione speleo-archeologica Teses di Vercelli sono state condotte le operazioni di studio del pozzo sito all’interno della ‘Locanda dei Gelsi’ a Villar San Costanzo, in provincia di Cuneo.

La cavità, un pozzo artificiale di oltre settanta metri, è un’opera imponente, frutto dell’ingegno umano che ha portato le maestranze a scendere nel conglomerato fino al raggiungimento dell’acquifero che avrebbe alimentato la presa dell’acqua.

La squadra, organizzata in ogni dettaglio da Maurilio Chiri, ha coinvolto tecnici del soccorso speleologico, istruttori di alpinismo, video operatori e fotografi, un medico in grado di garantire il presidio sanitario ed eventuali interventi in caso di emergenza e numerosi assistenti alle operazioni.
Studiosi, storici, archeologi e geologi si sono confrontarti per produrre una prima relazione descrittiva della cavità artificiale e del suo contesto, allo stato attuale della conoscenza.

E’ stato possibile realizzare il rilievo architettonico, il servizio video fotografico, l’indagine mensiocronologica ed il repertamento di alcuni frammenti di laterizio, di malta e di legno per successivi analisi di laboratorio.

PDF – Teses – Relazione Pozzo Villar San Costanzo

Hanno partecipato alle esplorazioni:

Maurilio Chiri (Nonno Brinu – SCS Saluzzo): volontario soccorso speleologico, pianificazione ed organizzazione delle operazioni;

Mattia Gerbaudo (Jerba – SCS Saluzzo): primo esploratore del pozzo, volontario soccorso speleologico, istruttore regionale di alpinismo, specializzato in lavori su fune e in spazi confinati- responsabile della sicurezza e gestione materiali tecnici;

Gherardo Biolla (Gheri): primo esploratore del pozzo, tecnico soccorso speleosubacqueo, istruttore Full Cave – co-responsabile sicurezza e responsabile materiali subacquei per la respirazione;

Daniele Fringuello (Cip – SCS Saluzzo): tecnico soccorso alpino, istruttore regionale di alpinismo, responsabile delle manovre tecniche di salita e discesa, responsabile comunicazione radiofonica;

Stefania Strumia (SCS Saluzzo): documentazione video-fotografica esterna;

Danilo Carpani (CAI Varallo): OP2, rilievo, documentazione video-fotografica interna pozzo con camera su caschetto;

Luigi Bavagnoli (Teses): OP1, lettura del manufatto, rilievo, campionamenti per esami di laboratorio, indagine mensiocronologica, documentazione video interna al pozzo, analisi dei dati.

Stefania Piccoli (Teses): documentazione video-fotografica esterna, contatto radio testa pozzo con Operatore 1, restituzione rilievo di backup;

 

Hanno dato supporto alle operazioni:

Dott. Gianluca Tesio – Medico urgentista 118, presidi sanitari, verifica stato clinico degli operatori, intervento in caso di emergenza;
Gianluca Torassa (Thor – SCS Saluzzo): responsabile della sicurezza e gestione materiali tecnici prima discesa;
Tino Gotta (SCS Saluzzo): aiuto con materiali alla prima discesa e documentazione fotografica;
Stefano Mancardi (P1 – SCS Saluzzo): assistente alle operazioni;
Andrea Lorenzo Gotta (Masterchef – SCS Saluzzo): assistente alle operazioni;
Eleonora Monge: PR e logistica;
Loris Perasso: Organizzazione evento;
Paolo Testa (CAI VARALLO): supporto alle operazioni, documentazione fotografica;
Andrea Dellassette (CAI Varallo);
Marco Godio (CAI VARALLO);
Dott. archeologo Fabio Occhial: supporto conoscitivo;
Dott. geologo Alfredo Frixa (coll. Teses): inquadramento geologico;
Dott. geologo Enrico Collo (www.naturaoccitana.it): inquadramento geologico;

Si ringrazia:
Davide e Valeria Giordano, proprietari del fondo in cui si apre il pozzo;
AerGeo, disponibilità elicottero e riprese aeree;
Locanda dei Gelsi, per l’accoglienza e la disponibilità;
On Rope, lavori su fune e spazi confinati (Fossano, CN);
BPG Radiocomunicazioni SRL (Pinasca TO), Marco Zuccotti;
Armeria 9millimetri (Vercelli, VC)
Armeria Dama (Casale Monferrato, AL);
AL PA impianti elettrici (Envie, CN);
Giovanni Ristorto, storico locale;
Andrea Mattio, per la dimostrazione da rabdomante

S.A.S.P. (SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO PIEMONTESE) nelle persone di :
Rattalino Valter (delegato per la quattordicesima delegazione Monviso)
Massimo De Michela (operatore SASP presso centrale 118)
Ruggero Bissetta (operatore SASP presso centrale 118)
Giancarlo Fenoglio (Direttore scuola tecnici SASP e tecnico elisoccorso)
Franco Galliano (Presidente sez. CAI Monviso Saluzzo)

Teses: tutti pronti per le avventure 2018!

 

Il sito web www.teses.net è stato completamente rinnovato e abbiamo iniziato ad inserire le schede delle nostre indagini più importanti.

Il sito, con i canali YouTube, Facebook e Twitter sarà costantemente aggiornato con le novità e le esplorazioni che verranno condotte.

Aggiornate anche le sezioni relative alla Pubblicazioni ed alla Rassegna Stampa.

E, per incominciare, presto condurremo lo studio di un pozzo da -71 metri, in un progetto che vede la collaborazione Teses con lo Speleo CLUB Saluzzo “F.Costa” – SCS e il Gruppo Speleologico CAI Varallo.

Scoperta ed esplorata nuova galleria dei Malamorte (Piemonte, AT)

La ricerca del leggendario tesoro dei Farnese, presso il castello di Belveglio, detto dei Malamorte, ha portato alla scoperta di una nuova galleria rimasta sconosciuta fino ad oggi a causa della frana che ne ha occultato l’ingresso e delle vegetazione boschiva che ne ha avvolto i resti.
La sua esplorazione è stata molto delicata per via delle frane e dell’instabilità, ma, pur lentamente, siamo andati fino in fondo…

Si ringrazia l’attuale proprietaria, la musicista Marlaena Kessick che, con l’Ente Concerti Castello di Belveglio organizza preziosi momenti musicali e la Léon Company, gruppo di studio del ricercatore Francesco Léon Lorusso.