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Tutte le novità, per rimanere sempre aggiornati!

Scoperta ed esplorata nuova galleria dei Malamorte

La ricerca del leggendario tesoro dei Farnese, presso il castello di Belveglio, detto dei Malamorte, ha portato alla scoperta di una nuova galleria rimasta sconosciuta fino ad oggi a causa della frana che ne ha occultato l’ingresso e delle vegetazione boschiva che ne ha avvolto i resti.
La sua esplorazione è stata molto delicata per via delle frane e dell’instabilità, ma, pur lentamente, siamo andati fino in fondo…

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Teses: tutti pronti per le avventure 2018!

 

Il sito web www.teses.net è stato completamente rinnovato e abbiamo iniziato ad inserire le schede delle nostre indagini più importanti.

Il sito, con i canali YouTube, Facebook e Twitter sarà costantemente aggiornato con le novità e le esplorazioni che verranno condotte.

Aggiornate anche le sezioni relative alla Pubblicazioni ed alla Rassegna Stampa.

E, per incominciare, presto condurremo lo studio di un pozzo da -71 metri, in un progetto che vede la collaborazione Teses con lo Speleo CLUB Saluzzo “F.Costa” – SCS e il Gruppo Speleologico CAI Varallo.

Archeologia della Morte – nuova conferenza di Luigi Bavagnoli

Venerdì 1 dicembre 2017, il presidente di Teses, Luigi Bavagnoli, ha presentato per la prima volta la nuova conferenza dal titolo “Archeologia della Morte“.
L’evento si è tenuto presso il Palazzo Paleologo di Trino (Vercelli), all’interno della mostra dedicata allo scrittore H.P. Lovecraft, organizzata e curata dalla pittrice Isabella Orlando.
Dal termine della vita biologica, alle conseguenza nella società, al superamento del lutto, per passare dalla tanatologia allo studio delle cavità artificiali ad uso funerario.
La conferenza, che è durata diverse ore, è stata arricchita dalla proiezione di alcuni filmati anche inediti e si è completata con un interessante dibattito durante il quale Bavagnoli ha parlato anche di altre indagini e studi in corso della sua associazione.

Archeologia della morte

Intervista a Maggy Bettolla, la donna in Desertis Locis

Ciao Maggy e benvenuta sulle pagine del Teses! Sto seguendo da diverso tempo il tuo operato e vorrei farti qualche domanda… Cosa ti spinge, principalmente, a visitare e ad esplorare luoghi abbandonati? E quando hai iniziato questa attività?

Ciao Luigi e grazie per questa opportunità. Diciamo che per me l’esplorazione dei luoghi abbandonati non è tanto un’attività quanto un’esigenza. Ho iniziato da bambina quando, come molti, mi intrufolavo nelle case diroccate e nei fienili alla ricerca del segreto e di qualche mistero da risolvere e non ho più smesso. Dall’età di 16 anni circa ho iniziato ad esplorare luoghi più distanti dai classici vicino a casa e con il passare del tempo ne ho visti sempre di più. Entrare in una villa dimenticata, in un ospedale in rovina, in una scuola chiusa da 50 anni, è per me come un tuffo nel passato, un viaggio a ritroso nelle vite di altri, alla scoperta di qualcosa che sta andando perduto con la possibilità di rielaborare, in questa esplorazione, anche qualcosa di profondamente personale.

Quando nasce Desertis Locis e chi sono i tuoi compagni di avventura?

L’associazione culturale Desertis Locis nasce nel novembre 2016 conseguentemente al sito internet che ho curato per qualche anno, vede come soci fondatori oltre a me, Linda Martinelli e Gherardo Godani, appassionati anche loro di luoghi abbandonati.

Quali sono i tuoi obiettivi principali, legati al mondo dell’abbandono?

L’obiettivo principale è divertirmi ed essere felice per quello che faccio, senza questo difficilmente riuscirei a coltivare il mio impegno in un settore così particolare. Ho la speranza di riuscire a diffondere la consapevolezza che in Italia esiste un patrimonio abbandonato inestimabile, e la conseguente presa di coscienza che questo patrimonio si possa impiegare invece di destinarlo alla distruzione.

Oltre sito, http://www.desertislocis.com, vedo che sei molto impegnata in eventi, conferenze e visite guidate, come vivi queste attività?

Sono molto orgogliosa dei risultati che in breve tempo abbiamo raggiunto con l’associazione, grazie al nostro impegno ad oggi dei luoghi che erano chiusi e inutilizzati, sono ritornati vivi e periodicamente la sede di eventi culturali. In egual modo sono felice per il successo dei miei primi due libri e per il costante interesse che il mio lavoro, anche fotografico, suscita nei media e nelle istituzioni.

Secondo te, far conoscere questi luoghi abbandonati ad un pubblico non necessariamente costituto da “urbex”, e allargare la diffusione anche tra i non addetti, quali vantaggi e quali svantaggi porta?

Ad oggi non nutro molta stima per quello che viene definito il “mondo urbex”, un settore che da qualche anno a questa parte si è riempito di mitomani, fotografi non curanti del luogo abbandonato ma con l’unico scopo di tornare a casa con lo scatto “Top” e narcisisti in cerca di notorietà. C’è anche da sottolineare il fatto che l’attività dell’associazione, svolta nella completa legalità e sicurezza, si discosta completamente dall’urbex, così come i luoghi pubblicati nei miei libri, che dalla maggior parte degli urbex vengono definiti “marcioni”, non rientrano appieno nelle mete di quest’ultimi. Ritornando alla domanda, credo che i vantaggi siano molteplici se il pubblico è composto da persone culturalmente preparate che possano dare un contributo oggettivo a quella che è la nostra volontà di tutela e salvaguardia di questi luoghi.

Hai notato, per tua esperienza, l’effettiva possibilità di contribuire alla tutela ed alla salvaguardia di questi monumenti architettonici altrimenti lasciati al solo degrado?

Ho piacevolmente notato che, per fare un esempio, a seguito dell’uscita di miei articoli sui quotidiani quando vi era la denuncia di una situazione di estremo degrado, occupazione abusiva, o presenza di materiale pericolo come siringhe utilizzate da tossici, i vari comuni interessati si sono mossi per ripristinare lo stato decoroso e sicuro del luogo. Così come già accennato prima, con le visite e gli eventi dell’associazione, si sono messe in moto altre iniziative che hanno così, almeno per il momento, scongiurato la morte di alcuni luoghi, e ancora, con l’uscita dei libri alcuni luoghi sono state acquistati e sono in fase di recupero.

Domanda estemporanea numero 1: il tuo libro preferito?

È una domanda parecchio difficile, credo esista un libro preferito per ogni età, per ogni periodo sentimentale e per ogni avvenimento. Citerò il Piccolo Principe, in generale le opere di Lovecraft e il Codex Seraphinianus, dove da leggere c’è ben poco ma è un’ottima base per la creazione di idee.

Che feedback ricevi solitamente dai Comuni e dalle istituzioni a cui proponi dei progetti legati alla tua attività? Collaborazione o diffidenza?

Ho constatato nel corso di quest’anno un grande interesse da parte delle istituzioni e dei comuni per il mio lavoro e per quello di Desertis Locis. Quasi tutti i progetti che abbiamo proposto sono stati accolti e sviluppati con successo e soddisfazione da parte di tutti, anche perché, spesso i comuni hanno le mani legate rispetto ad alcuni immobili, e la possibilità che l’associazione fornisce è importante e utilissima per dare visibilità ad una struttura che ha bisogno di essere salvata.

Il tuo luogo abbandonato preferito?

Ahahaha, il mio cervello, più abbandonato di quello non c’è niente. A parte gli scherzi, credo di averne moltissimi, tutti legati a ricordi specifici e importanti per me. Cito il paese fantasma di Porciorasco (Varese Ligure SP), il Castello Beccaria a Montebello della Battaglia (Pavia), ora non più abbandonato ma nelle mani di un sognatore, ed infine il manicomio dismesso di Quarto (Genova).

Per deformazione professionale, invece, ti volevo chiedere quale sia l’ambiente sotterraneo più affascinante o suggestivo che tu abbia mai visto.

Sicuramente i sotterranei del manicomio di Mombello pieni di echi lontani, terrori e paure ed alcune miniere abbandonate nei pressi di Genova.

Domanda estemporanea numero 2: il tuo periodo storico preferito?

Sicuramente l’epoca Vittoriana, in quel periodo il macabro andava di moda, come non amarlo.

So che stai lavorando ad un terzo libro, sui cimiteri abbandonati nel nord Italia. Puoi anticiparmi qualcosa?

Esattamente, in realtà i libri sono già diventati due data la mole di materiale prodotto. Il primo sicuramente in uscite nell’inverno di quest’anno, tratterà delle regioni Lombardia, Piemonte e Liguria. I libri saranno strutturati come vere e proprie guide e forniranno sia informazioni storiche sul luogo sia indicazioni sul coma raggiungere, il tutto correlato da moltissime foto dato che un’altra mia grande passione è la fotografia.

Ultima domanda: credi che esistano ancora luoghi dimenticati da trovare e da riscoprire?

Assolutamente si!!! Ne esistono a centinaia e ogni mese se ne scopre uno nuovo! È una continua ricerca al tesoro perduto!

(C) Syl & Miz Photo

Il Circolo del Gotico a Vercelli – 15-09-2017

Di recente ho concentrato le indagini nella Marca Aleramica, il basso Piemonte, con gli studi a Briaglia, la ricerca delle gallerie al castello dei Malamorte ed un curioso enigma alquanto misterioso legato al duomo di Fossano.

Queste tre ricerche hanno racchiuso lo spirito della mia associazione, a Briglia abbiamo condotto analisi geofisiche con il dott. Andrea Ferrarotti di Trino ed tecnici e gli strumenti professionali di TechGea alla ricerca di un ipotetico corridoio sotterraneo; a Belveglio abbiamo strisciato decine di metri all’interno di una galleria molto instabile e parzialmente franata, cercando di spingerci fino a sotto al castello, mentre per quanto riguarda Fossano… beh, ci è stato mostrato un documento che parla di un tesoro nascosto.

Nonostante queste avventure, ho avuto modo di convincere l’amica Jennifer Radulovic, storica e divulgatrice, a tenere uno dei suoi eventi qui da noi, a Vercelli.

Da tempo seguo le sue “Passeggiate gotiche notturne a lume di candela”, durante le quali parla di temi a me molto cari, come il Vampirismo storico, vita e curiosità su Edgar Allan Poe, lo Spiritismo e la Morte in età vittoriana, ad esempio.

Ha avuto grande successo a Milano, Torino, Bergamo, Arona, tutte grandi città dove il pubblico ha risposto sempre numeroso ed entusiasta.

Ma sono convinto che Vercelli non sia da meno e che un evento di questo tipo avrebbe potuto dare una scossa al torpore stantio ed a lungo sedimentato nella ripetitività.

E così, venerdì 15 settembre Jennifer sarà da noi, per una camminata serale, dalle 21 alle 23, che si articolerà tra Parco Kennedy – i giardini della stazione – e la bellissima abbazia di S. Andrea.
Durante la serata, supportata da un indispensabile microfono, ci svelerà infiniti aneddoti e curiosità molto particolari su di un altro tema che ritengo ricco di fascino: Fantasmagorie, mostri e vampiri. Le tenebrose notti di Byron, Shelly e Polidori.

Si tratta di un evento culturale di tipo storico-letterario incentrato sulle notti di Villa Diodati del 1816, cui parteciparono anche Lord Byron, Mary Shelley e John William Polidori.

Per maggiori informazioni potete trovare l’evento su Facebook, oppure contattare “Il circolo del Gotico” via email (passeggiategotiche@hotmail.com), oppure al telefono (391. 74 87 663): prenotazione obbligatoria. Quota di partecipazione euro 10.

Vi aspetto in questo mondo di stravaganza, storia e scienza!

 

Nella foto il chiostro del museo diocesano di Genova.
Copyright (C) – Syl & Miz Photo

 

Indagini a Briaglia con TechGea

Come promesso siamo tornati a Briaglia dall’amico Fabrizio Milla in compagnia del dott. geologo Andrea Ferrarotti e dei tecnici di TechGea.

Come anticipato qui, il nostro intento è quello di verificare le supposizioni del porf. Ettore Janigro D’Aquino, in merito ad un possibile dromo sotterraneo, da lui rilevato con l’aiuto di studenti dell’Università nel 1971.

Grazie all’indiscutibile progresso tecnologico avvenuto da allora, un rilevamento geofisico, effettuato ad oggi, avrebbe certamente dipanato ogni dubbio, garantendo approssimazioni di gran lunga più precise ed accurate.

TechGea ha quindi messo a disposizione la sua esperienza, nonché i propri mezzi e tecnici, per poter effettuare un’accurata indagine con metodologia georadar, elettromagnetica e geoelettrica, per la ricerca di possibili resti di interesse archeologico.

Ottenute le relative autorizzazioni a procedere, ci siamo quindi recati sul prato lungo la dorsale nei pressi di Via Roma, per indagare l’area indicata dal D’Aquino. I tecnici di TechGea hanno deciso di impiegare tre metodologie di indagini geofisiche differenti, al fine di sfruttare al meglio le diverse proprietà fisiche che differenziano possibili resti di natura antropica dal materiale che li ospita.

Si è quindi proceduto con l’esecuzione di un rilievo elettromagnetico in dominio di frequenza (EM) sull’intera area in esame, per ottenere una mappa di conducibilità elettrica. Dai numerosi valori ottenuti, si è deciso di procedere lavorando sull’andamento della conducibilità elettrica apparente alla frequenza di 9KHz, in quanto è il valore che ha fornito la maggiore stabilità nella misure, ad una profondità di circa 3 o 4 metri.

Successivamente sono stati realizzati due stendimenti geoelettrici multi-elettrodo (ERT1 e ERT2) per ottenere altrettante sezioni di resistività elettrica reale.
Infine si è ritenuto necessario eseguire anche una serie di sezioni tramite georadar (GPR), con un’antenna capace di lavorare alla frequenza di 400 Mhz per garantire il miglior compromesso tra profondità di indagine e grado di dettaglio.

In un contesto marnoso a tratti limoso-argillose, dalla sezione ERT2 si è evidenziata un’anomalia resistiva di incerta attribuzione in prossimità della strada, ad una profondità stimata di circa 4 metri dal piano di campagna.
Vista l’omogeneità litostratigrafica del sito in esame è possibile ipotizzare che si possa trattare di un qualche evidenza antropica, mentre l’indagine GPR non ha fornito dati di interesse nello strato di circa 150 centimetri dal piano di campagna.

Al termine dell’analisi dei dati così raccolti è possibile escludere quasi totalmente la natura artificiale del vuoto sentito dagli strumenti utilizzati oltre cinquant’anni da D’Aquino, che potrebbe comunque essere una fessurazione di origine naturale del terreno, male interpretata a causa della scarsa precisione delle apparecchiature del tempo.

Analisi dei dati geoelettrici

E’ invece interessante l’anomalia a ridosso della strada, che potrebbe realisticamente indicare un accumulo di macerie oppure di una qualche struttura artificiale oggi sepolta. Impossibile però datare, allo stato attuale dell’indagine, il periodo di tale materiale, che potrebbe essere studiato solamente in seguito ad un saggio cauto di scavo.