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Conferenza di Luigi Bavagnoli, ospite al Kiwanis club di Vercelli

A distanza di alcuni anni dall’ultimo intervento, Luigi Bavagnoli, presidente dell’associazione speleo-archeologica Teses è tornato a parlare tra le mura del Kiwanis Club di Vercelli.

Su invito del Presidente Franco Conti, Bavagnoli è stato relatatore della serata conviviale di giovedì 14 giugno, intrattenendo i presenti con i risultati delle sue decennali indagini.

Si è parlato del mistero del lago del S. Andrea, del fiume di ossa di Santa Maria Maggiore, del tesoro nel pozzo degli ebrei dell’ex Asilo Levi.
E ancora del ritrovamento del dente del gigante di San Cristoforo, delle contromine ancora celate sotto a piazza Roma.

Luigi Bavagnoli e la Vercelli sotterranea

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Luigi Bavagnoli docente del Corso Cicap: L’arte del disinganno

Foto di Francesco GrassiSi è conclusa la due giorni di full immersion nel mondo dei misteri e, soprattutto, dello studio critico ed analitico dei fenomeni misteriosi.

Su invito di Massimo Polidoro, in compagnia di Marco Morocutti e di Francesco Grassi, Luigi Bavagnoli, presidente dell’associazione speleo-archeologica Teses, ha tenuto ai trenta iscritti al corso Cicap 2018 due appassionanti lezioni nelle giornate di sabato 19 e di domenica 20 maggio, presso una sala dell’Hotel Meliá e poi ha accompagnato la classe in una passeggiata didattica per le vie di Milano.

Bavagnoli ha messo a disposizione oltre vent’anni di esperienza nell’indagare le leggende, ricostruendo il nucleo originale grazie allo studio critico della memoria storica, dell’incrocio delle fonti ed alle ricerche sul campo.
Nell’ultima immagine, Bavagnoli mostra al pubblico il prezioso ritrovamento della reliquia conosciuta come ‘il dente di San Cristoforo‘, ritrovata dopo oltre dieci anni di ricerche.

foto di Francesco Grassi (C).

L’esplorazione del Molinasso di Vercelli (VC)

In data 31 marzo 2018 è avvenuta la tanto attesa esplorazione del Molinasso di Vercelli.

Si è indagato il tratto di circa 500 metri di lunghezza che si articola da via Fratelli Bandiera fino a via Dante.
L’operazione è stata veramente molto delicata e, dopo aver ottenuto l’autorizzazione del Comune di Vercelli ed aver condiviso il protocollo di sicurezza con tecnici e dirigenti di ASM, abbiamo ottenuto il supporto della Protezione Civile di Vercelli e della Polizia Municipale di Vercelli, nonché l’indispensabile aiuto di amici e volontari a supporto delle operazioni.

Particolarmente interessante dal punto di vista dei DPI impiegati, è il materiale fornito da Dräger per isolarci da possibili contaminazioni biologiche, per consentirci la comunicazione radio tra operatori, per analizzare la qualità dell’aria e per poter respirare aria pulita tramite gran facciale con  autoprotettori alimentato da bombole individuali.

Comunicato Stampa – Indagine presso il Molinasso di Vercelli (VC)

Comunicato Stampa – Indagine presso il Molinasso di Vercelli (VC)

L’esplorazione nel sottosuolo sarà condotta sabato 31 marzo 2018 (*) da Luigi Bavagnoli, fondatore e presidente dell’associazione Te.s.e.s., con il supporto in superfice di Stefania Piccoli, fotografa, e di Fabrizio Danieli, video operatore.

(*) Qualora le condizioni metereologiche siano avverse, visto il rischio insito in questa specifica operazione, l’indagine verrà rimandata a data da destinarsi.

L’operazione ha il duplice scopo di valutare le condizioni degli ambienti ai fini di poter condurre un’indagine completa e sistematica, con particolare attenzione ai rischi legati alla contaminazione biologica, alla presenza di gas nocivi per l’uomo e alle condizioni di staticità della cavità e, al contempo, di iniziare a raccogliere il maggior numero di informazioni possibili da poter condividere con storici, studiosi e archeologi sull’opera ipogea e sulle sue fasi costruttive.

In base alla possibilità di permanere nel sottosuolo in totale sicurezza, alla limitata capacità di movimento e all’impiego degli idonei sistemi di rilievo, si tenterà di raccogliere materiale videofotografico e alcune misurazioni indicative circa le sezioni della galleria, il modulo dei mattoni impiegati al suo interno e la quantità e fattura delle opere laterali di adduzione e trasporto delle acque.

Analizzando a tavolino questi elementi sarà possibile definire se e come procedere all’indagine del manufatto, indispensabile al fine di migliorare la comprensione di un elemento molto importante della storia della città che si presume possa avere origine in epoca romana.

Si stima di poter esplorare un tratto di sotterraneo esteso per approssimativamente 400 metri, su di un totale di oltre 18 chilometri di opere cunicolari.

L’area in cui concentrare maggiormente le indagini resta quella compresa tra via Fratelli Bandiera e via Dante, dove si ipotizza possano essere rimaste inalterate le vestigia dell’opera romana, mentre si ritiene che i tratti a monte di via Dante siano stati nel tempo troppo rimaneggiati da non consentire più una lettura di valenza archeologica ed architettonica.

I DPI tecnici che adopereremo, forniti da Dräger, ci consentiranno il totale isolamento dall’ambiente ed un’autonomia stimata di 45 minuti per ogni bombola impiegata, anche se sicuramente limiteranno in qualche modo la mobilità e la manualità durante le operazioni.

In questa fase, dopo briefing condiviso con i tecnici Dräger si è deciso di affrontare l’ispezione in totale ed assoluta sicurezza, per raccogliere informazioni circa i rischi ed i pericoli che questa esplorazione può comportare.

In una seconda e successiva fase avremo le informazioni necessarie per sapere se sarà possibile ridurre il livello di guardia a favore di una più agile raccolta dei dati.

Le indagini verranno portate avanti con la consulenza di Dario Gaviglio, del Centro Studi Vercellae – centro studi ricerche storiche e archeologiche.

 

Luigi Bavagnoli, esploratore, speleologo, oltre vent’anni di esperienza nell’esplorazione e nello studio delle cavità artificiali. Fondatore e presidente di Te.s.e.s. (Team Sperimentale Esplorazione Sotterranei) dal 1996, Co-fondatore e consigliere per quattro anni di FNCA (Federazione Nazionale Cavità Artificiali), esploratore di Estrema Team, membro onorario di GRA (Geographical Research Association), istruttore Survival per IMF (Italian Military Fitness);
autore, divulgatore, personaggio televisivo, tiene corsi e conferenze, scrive su giornali e mensili, realizza documentari.

Si ringrazia il Comune di Vercelli, il sindaco Dott.ssa Maura Forte, l’assessore Carlo Nulli Rosso;

ATENA, ASM Vercelli, gruppo IREN, Fabrizio Conti, Fabrizio Tucci, Antonio D’Andrea, Sandro Baraggioli;

Dräger Italia, Giampiero Moroni, Marco Magri.

Si ringrazia inoltre Roberto Riva Cambrino comandante della Polizia Municipale di VercelliErcole Gaibazzi della Protezione Civile di Vercelli e tutti i tecnici volontari impiegati nelle operazioni.

 

Daniele Gaviglio, un archeologo, un amico, un poeta

In questa foto sono in compagnia di Daniele Gaviglio.
Un vero pozzo di sapere, animato da una passione per la storia e per l’archeologia senza precedenti.
Oggi, però, è il 13 marzo 2018, ed è una brutta giornata. Lui non c’è più.
L’ho conosciuto tardi e me ne dispiace molto. Nel mondo accademico non era affatto messo in buona luce, esisteva un universo di critiche, di accuse, di gelosie, di rivendicazioni che non mi avevano mai permesso di incrociare il suo cammino.
In questi ultimi anni, invece, mi ero affezionato molto a quest’uomo e a farmi compagnia adesso restano i ricordi di ore e ore spese in piacevoli dialoghi,  aneddoti e spiegazioni di ogni sorta ed il rimpianto di non aver avuto il coraggio di frequentarlo prima.
Imparando a conoscerlo gli avevo dato l’opportunità di spiegare anche la sua versione dei fatti, il suo punto di vista in merito a tutte quelle ombre che lo avevano emarginato. Solo allora ho iniziato a capire. Tardi, però.
Solo frequentandolo era possibile comprendere realmente il personaggio, estroverso, bizzarro, folle. Scomodo, innanzitutto. Scomodo non solo per i lavori condotti, gli scavi effettuati e le scoperte fatte. Scomodo anche per le continue battaglie per la tutela di edifici storici, scomodo per le denunce, fatte e subite.
Era impossibile parlare con lui per soli cinque minuti, tanti erano gli spunti e le curiosità che sapeva divulgare con vertiginosa cultura e altrettanto vasta umiltà.
Molte volte mi sono lasciato trascinare dai suoi racconti, vere e proprie lezioni, in cui il tempo di fermava, trascorrevano ore senza quasi rendersene conto.
Quando parlava di storia i suoi occhi tornavano quelli di un bambino sognante.
Ricordo ora con particolare affetto quando, dopo esserci incontrati al Barlafus, il mercato del piccolo antiquariato di Vercelli dove acquistava sempre qualcosa, lo accompagnai a casa in auto. “Dove abiti?” – gli chiesi. “Necropoli di San Bartolomeo.”
In quel momento sorrisi, perché quelle sono le indicazioni tipiche degli appassionati di storia.
Oppure quando, già malato di diabete, si concedeva qualche cibo non troppo indicato, giustificandosi con la smorfia di un bambino dispettoso.
Potrei citare numerose altre vicende, dall’Anfiteatro romano di Vercelli, al Mausoleo di Decio, dalla Grotta dei Saraceni al passaggio segreto di Sant’Eusebio.
Potremmo parlare tutti quanti per giorni interi dell’incredibile collezione composta negli anni con il fratello Dario, tanto discussa e bistrattata, per la quale si è ancora alla ricerca di una collocazione soddisfacente che la renderebbe finalmente fruibile alla città di Vercelli.
Potremmo parlare delle scoperte, dei ritrovamenti fatti negli anni, ma anche anche delle critiche, delle diffamazioni, delle accuse, ci sono state anche quelle.
Io adesso preferisco ricordarlo per l’amore verso gli animali, i suoi gatti, le sue eccentricità, le sue follie.
Daniele, che mi ha sempre un po’ ricordato la figura di Schliemann, per me resta una persona davvero incredibile, che negli anni ho imparato a conoscere sempre meglio ed a stimare realmente.