Indagini presso la grotta di S. Antonino di Finale Ligure (SV)

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Spesso la grotta, nell’antichità, era considerata un luogo in cui regnava il male. Dimora di draghi, di divinità pagane, del diavolo stesso.
A volte si credeva che fosse la tana di qualche oracolo, utile solo in caso di necessità, ma altrimenti da tenere bene a distanza.
Ed è per questa ragione che molte cavità naturali legate a questo tipo di leggende vennero esorcizzate. Venivano condotte processioni, solitamente guidate dai preti locali seguiti da un nutrito numero di uomini forzuti e armati di forconi e di torce, qualora qualche mostro reale fosse fuoriuscito dai meandri del sottosuolo.
Si recitava una preghiera e si tornava a casa. Nessun mostro ne usciva per tutto l’anno e quindi il rituale aveva funzionato.
In altri casi si impiantarono, nelle loro immediate vicinanze, pietre con sopra incise delle croci, aventi il medesimo significato e capaci di produrre il medesimo risultato.
In altri casi ancora, quando era più radicato il legame della gente con questi luoghi, occorreva qualche cosa di più concreto, di più fisico. Allora si inibiva l’accesso a queste cavità ipogee, o interrandole, o facendole franare. In qualche occasione, invece, si decise di affermare l’egemonia della nuova religione con la costruzione di una chiesa cristiana proprio sopra l’accesso a queste grotte.
Così avvenne a S. Antonino di Finale Ligure. La chiesa altro non è che una cappella, dotata di cripta di modeste dimensioni posta sotto al presbiterio. In questo ambiente, rischiarato tra tre fini monofore, si trova il piccolo altare e, quasi di fronte ad esso, l’apertura verso la grotta.
Uno stretto passaggio che permette di accedere alla cavità naturale un tempo tanto temuta. Di modesto sviluppo è arricchita da infinite concrezioni di calcare e si estende verso il basso per alcuni metri.
Purtroppo l’ignoranza dell’uomo ha prodotto i suoi danni fino qui, almeno nella parte iniziale molte delle possenti concrezioni di calcare sono state segate ed asportate
La cappella, accanto al castrum Perticae, è stata abbandonata da diversi anni ed ogni tanto viene visitata da qualche escursionista, che rimane stupito dell’esistenza del grottino sottostante.

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