Indagini presso la cripta Cavallini di Solcio di Lesa (NO)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Avevo da pochi mesi pubblicato il sito www.teses.net, in cui descrivevo l’esito delle mie ricerche ed i risultati delle mie esplorazioni sotterranee, quando ricevo una mail molto curiosa.
Venivo invitato ad esplorare un cunicolo che, secondo la tradizione, avrebbe collegato una località nel bosco ad una misteriosa cripta.
A scrivermi era uno dei custodi dell’Istituto Tecnico di Agraria Cavallini, di Solcio di Lesa, sul lago Maggiore.
Il suo breve testo mi parlava anche di profanazione, necrofilia e di messe nere.
Sicuramente una storia macabra ed enigmatica che meritava di essere approfondita.
All’appuntamento, organizzato per la settimana successiva, venni condotto nell’immenso giardino botanico che racchiude e protegge la scuola.
Dopo avermi mostrato la villa stessa ed avermi illuminato sull’importanza della famiglia Cavallini, riprese a parlarmi dei misteri di questo luogo, risalendo la collina boschiva.
Si racconta che, in un’epoca remota ed imprecisata, al posto della villa ci fosse un convento poi colpito da una pestilenza e quindi raso al suolo. La villa sarebbe stata costruita sulle fondamenta di questo istituto religioso, sfruttandone gli ambienti sotterranei e i misteriosi cunicoli mai ritrovati.
In queste gallerie sarebbe stato nascosto anche un tesoro.
Chi lo avesse cercato in tempi recenti, addentrandosi coraggiosamente in alcune gallerie disperse nella boscaglia, avrebbe trovato solo un’infinità di ossa umane. Uno scenario ottimo da indagare!
Dopo questo racconto ci ritrovammo di fronte ad una cappella, cripta della famiglia Cavallini che, in seguito a ripetuti episodi di vandalismo avvenuti nei primi anni ’90, venne murata.
Il custode era sicuro che, nei pressi della cappella, ci fossero gli accessi alle gallerie sotterranee. Infatti, dopo una rapida ricerca trovai l’imbocco ad un paio di cunicoli di modeste dimensioni, rivestiti in laterizio e pietra, quasi certamente scavati a trincea, poi voltati e ricoperti di terra.
Armato di luce e di caschetto iniziai a gattonare al loro interno, superai una o due svolte e mi ritrovai nella cripta costruita proprio sotto alla cappella.
Intitolata a Luigia Cavallini, moglie del senatore Gaspare Cavallini, è un monumento funebre purtroppo caduto vittima dell’ignoranza delle persone.
Tra gli anni ‘60 e ‘70 la cripta venne più volte profanata. Necromanti, membri di qualche setta e semplici balordi scesero nella cripta e demolirono i feretri, sfondando il legno e tagliando le zincature. I corpi vennero in parte trafugati, in parte lasciati a terra, tra scritte, incisioni e ceri.
Vi erano inumate, oltre a Luigia, almeno altre due persone, tra cui il marito. Le sue spoglie, caratterizzate dal tipico colore bruno della corificazione e dalla pelle ancora elastica, fuoriusciva per metà dalla bara divelta e lasciata in bilico nella cripta.
Questi corpi, che rimasero orribilmente abbandonati per anni a costituire un macabro scenario dimenticato, divennero una meta obbligata, quasi una sorta di iniziazione, per gli studenti del primo anno che dovevano dimostrare il proprio coraggio entrando di nascosto nella cappella da una finestra sul retro e scendendo nella cripta tra le ossa e le mummie, resistendone alla visione senza gridare o correre via.
La voce di queste visite poco rispettose iniziò a circolare, e così partì un’inchiesta sull’argomento, prevalentemente legata ai movimenti di presunte sette sataniche ed ai loro rituali e così vennero trovati nei pressi di quel luogo alcune ossa e altri resti mummificati, probabilmente persi durante la trafugazione delle salme.
Ne parlò anche una trasmissione televisiva negli anni ‘90, incentrata sul tema delle “Bestie di Satana”, e vennero intervistate anche persone del posto circa questi episodi.
Successivamente il Comune di Lesa prelevò le mummie presenti e fece murare gli ingressi alla cappella, ma non i cunicoli sotterranei, di cui forse ignorava. Chi studiò all’Istituto negli anni ‘80 ebbe ancora modo di visionare i resti integri di Emilio, che impugnava ancora un fiore sul petto, e del suo cameriere personale.
I resti, però, non furono asportati integralmente, né con il dovuto scrupolo, infatti all’interno della cripta vidi ancora io stesso molte ossa tra i detriti, tra e scritte spray e i ceri abbandonati.
Per questa ragione decisi così di interrompere l’esplorazione e lo studio dell’ambiente per rispetto dei resti ancora presenti. Non ero infatti stato informato di questa realtà. Lo stesso custode era convinto che tutti i resti mortali fossero stati spostati e deposti altrove con la dovuta dignità.
Avvisai quindi gli enti preposti alla loro corretta gestione, ma non ottenni mai una risposta.
L’interesse per questo luogo verte anche sulla presunta camera segreta nella quale, durante la seconda guerra mondiale, sarebbero state nascoste, al fine di salvaguardarle, numerose opere d’arte provenienti dalla Pinacoteca di Brera.
Resto in attesa di nuove autorizzazioni per poter condurre le ricerche nel miglior modo possibile, cercando di fare chiarezza sulle opere sotterranee ancora presenti in questo luogo così particolare, cercando di contribuire a fare chiarezza su ciò che è leggenda e ciò che è realtà, facendomi aiutare anche dalle moderne tecnologie di cui oggi disponiamo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...