Indagini presso la chiesa di S. Maria della Colorina di Nerviano (MI)

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Nella nostra tradizione spesso si immagina che gli antichi templi pagani sorgessero su corsi d’acqua sotterranei. La nuova religione avrebbe poi sostituito queste primitive costruzioni con edifici più moderni, insistendo però sulle medesime aree, ritenute dotate di poteri magici.
Il valore simbolico dell’acqua è da sempre conosciuto. L’acqua è uno dei “quattro elementi” della tradizione magica, insieme alla terra, all’aria ed al fuoco. Ha grande valenza esoterica e religiosa, ed è indispensabile alla vita. L’acqua, ha un ruolo purificatorio nel mitraismo, lava via il peccato originale con il battesimo cristiano, è sacra nell’islamismo, è purificatrice anche tramite il tragico diluvio comune all’Antico Testamento, alla storia induista di Manu, alla mitologia greca e all’epopea babilonese di Gilgamesh.
Non è raro imbattersi in qualche leggenda che racconta di chiese cristiane realizzate su fiumi sotterranei, già noti nell’antichità. Corsi d’acqua naturali, ma in alcuni casi anche canali artificiali realizzati appositamente per condurre l’acqua nei pressi dei santuari o per alimentare fonti battesimali con acqua corrente.

Una storia che ci ha incuriosito molto è quella del Santuario di S. Maria della Colorina, che si trova a Nerviano. Il nome stesso deriverebbe dalla parola ‘colera’; secondo la tradizione proprio sotto a questa chiesa, dovrebbe scorrere un torrente sotterraneo dalle proprietà taumaturgiche. In queste acque venivano accompagnati gli ammalati di colera, alla ricerca del miracolo della guarigione.
Le sue acque erano quindi considerate miracolose e, grazie a questa tradizione, la memoria di un corso d’acqua sotterraneo è giunta fino a noi.
L’attuale edificazione risale alla seconda metà del XVII secolo, mentre sono documentati nuclei primitivi risalenti all’età medievale. La chiesa è oggi caratterizzata da un’abside quadrangolare ed è arricchita da decorazioni settecentesche. Al suo interno una recente ripavimentazione si appoggia sulla precedente, conservando però due aperture, sigillate da altrettanti tombini in metallo.
Essi rappresentano gli unici accessi verso il basso notati all’interno della struttura. La nostra indagine doveva partire da qui.
Rimosso uno di questi tombini ci è stato possibile scendere, attraverso ad uno stretto pozzetto, in una galleria sotterranea, che attraversa ortogonalmente la navata della chiesa. L’ambiente è di modeste dimensioni, piuttosto pulito e particolare.
Si tratta di una galleria della lunghezza di quasi dieci metri, alle cui estremità si trovano due vani che contenevano le scalinate necessarie per raggiungerla dal piano di pavimentazione della chiesa.
Oggi, in seguito alla ripavimentazione, queste scale sono state ricoperte da macerie e da materiale di risulta e l’accesso al vano è stato ridotto ai semplici tombini di ispezione.
La galleria centrale, un tempo, era protetta da due inferriate in metallo, incernierate su cardini arrugginiti ancora visibili. Al centro del cunicolo, sulla pavimentazione, è presente un canale di scolo, nel quale scorreva l’acqua, oggi non più presente.
In origine l’accesso all’acqua miracolosa era molto più agevole, sebbene la galleria centrale fosse inibita dai cancelli. E’ probabile che gli ammalati sostassero alla base delle scalinate, in fondo ai vani laterali e simmetrici.
Solo fino a qui era loro concesso di scendere, mentre l’acqua, condotta tramite un canale artificiale, entrava dal fianco esterno del muro della chiesa, superava il vano e percorreva l’intera galleria.
Raggiunta l’altra estremità, usciva simmetricamente dall’altro lato della chiesa. Piccole grate in metallo, collocate alla base delle mura esterne dell’edificio religioso, impedivano a detriti e piccoli animali, di entrare così nel canale.
Anche se la tradizione parla di un torrente sotterraneo, osservando i dati emersi dalla nostra recente ispezione è più realistico indicare un modesto cunicolo artificiale, di un metro di altezza per poco meno di sessanta centimetri di larghezza, alimentato da un’opera cunicolare esterna, di tipo idraulico, che si staccava da un canale poco distante dalla chiesa per permettere all’acqua di attraversare la Colorina.
E’ stata un’indagine appassionante, che ha confermato la leggenda di un corso d’acqua esistente sotto alla chiesa, facendo anche luce e chiarezza sulla struttura ipogea ancora esistente.
Anche in questa occasione abbiamo realizzato un breve video documentario, per il progetto Teses Mystery Channel, che arriva così a ben 28 video disponibili online per oltre due ore e mezzo di programmazione. Anche questo video è stato arricchito da alcune sequenze 3D realizzate in computer graphics che favoriscono la comprensione spaziale del manufatto ipogeo.

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