Indagini presso la chiesa di S. Andrea di Vercelli (VC)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Uno dei capolavori medievali di Vercelli è, senza ombra di dubbio, l’abbazia di S. Andrea, che risale al 1227.
Con il suo stile romanico-gotico, caratterizzato da contrafforti e da archi rampanti, può considerarsi l’edificio più emblematico della città.
Ma non è solo l’aspetto artistico e storico che attira i turisti.
Molte delle persone che lo visitano cercano di comprendere alcuni dei suoi segreti, tramandati da leggende che ancora oggi gli anziani narrano ai più giovani.
La leggenda più importante vuole che l’edificio sacro sia stato costruito su di un lago sotterraneo, per sfruttare in qualche modo l’energia tellurica convogliata dal bacino idrico. E’ molto diffusa, nel vercellese, l’abitudine di attribuire antiche origini pagane a quasi ogni edificazione cristiana esistente, non sempre con cognizione di causa.
Alcuni anziani di oggi raccontano ancora che i loro nonni trovarono il famoso passaggio capace di scendere per diversi metri sotto terra, fino a raggiungere il suggestivo lago. Secondo alcuni l’accesso sarebbe stato possibile da un’apertura alle spalle dell’altare, secondo altri nei pressi del chiostro. Altre storie che ho raccolto negli anni, ipotizzavano che l’accesso si trovasse nei sotterranei di Palazzo Tartara, l’edificio che oggi ospita l’Università del Piemonte Orientale.
Si racconterebbe addirittura che in questa misteriosa caverna si trovi addirittura una barca, o una zattera di legno ormai marcio, ormeggiata sulla riva per permettere di attraversare questo laghetto e di proseguire l’avventura verso nuove ed inesplorate gallerie. Ovviamente nessuno dei fortunati capaci di giungere fino a quel punto trovò il coraggio necessario per proseguire.
Nessuno si sarebbe fidato della solidità della vetusta imbarcazione, così ciò che si troverebbe oltre resta tutt’oggi un mistero.
Non esistono altri dettagli, non esistono fotografie, non esistono più testimoni oculari. L’intera leggenda aleggia sui racconti raccontati e la ricostruzione della verità diventa sempre più difficile e complessa.
In tempi moderni l’accesso sarebbe quindi scomparso, complici forse i lavori di ristrutturazione che avrebbero tamponato molti accessi secondari ed i passaggi sotterranei del complesso.
Altri misteri ancora irrisolti sarebbero presenti sulla sua facciata, dove alcune pietre che compongono i tre portali sono state incise con simboli dal presunto contenuto esoterico.
Mentre orde di turisti immortalano le preziose e pur gradevoli lunette che sovrastano i portali, o il celebre rosone, a volte si vedono alcuni curiosi cercare più in basso i graffiti, oggi appena percettibili, sulle mura della chiesa.
Si conservano diversi “nodi di Re Salomone“, una croce latina sovrastante tre triangoli collegabile alla simbologia del “calvario“, uno scudo araldico inquadrabile al XV secolo, un fiore a dodici petali, alcune firme databili XIII e XIV sec.
In molti si sono sforzati di trovare un significato, un legame che potesse permettere la chiave di lettura originale di questi messaggi, invano.
Alcune incisioni sono leggibili anche nelle pietre presenti all’interno della chiesa. In alcuni casi è stata data una spiegazione piuttosto realistica e razionale: altro non sarebbero che le firme dei capomastri che contribuirono con la propria perizia alla sua edificazione e le sigle per l’identificazione delle cave di provenienza.
Ad alimentare la curiosità verso le simbologie del complesso sono le numerose “facce” di pietra, tanto care all’arte gotica, che rappresentano alternativamente uomini, animali e mostri. Inutile aggiungere che, negli anni,  hanno ispirato le più bizzarre teorie sul loro significato esoterico e che ancora oggi attraggono i passanti.
La leggenda del lago mi ha sempre affascinato fin da piccolo, raccontata in più occasioni anche da mio nonno, che collaborò per diverso tempo con il Museo Leone di Vercelli e che fu da sempre un grande appassionato di storia, locale e non.
La premessa, però, era chiara e scettica: “Sono solo leggende!”. Eppure io avevo sempre in mente la meravigliosa storia di Schliemann e della sua impresa: qualche cosa doveva pur esistere.
L’analisi geologica del terreno vercellese non lasciava dubbi: terreni sciolti come sabbie, fanghi ed argille, nonché una falda acquifera presente già a pochi metri dal piano di campagna escludevano la possibilità di trovare ambienti carsici, ovvero rocce che, nel corso dei secoli, sarebbero state scavate ed erose dall’acqua dando alla luce dei vuoti.
Sapendo di dover abbandonare la romantica ipotesi della grotta o della caverna, non restavano molte altre alternative: doveva trattarsi di una costruzione artificiale.
Una cavità realizzata dall’uomo e che potesse essere scambiata per un lago sotterraneo non poteva che essere una cisterna per la raccolta dell’acqua.
Sotto alla chiesa o  sotto al chiostro, o nelle loro immediate vicinanze, doveva trovarsi un vuoto di dimensioni importanti, una grande vasca sotterranea capace di contenere numerose centinaia di litri di acqua.
Un bacino idrico artificiale, raggiungibile da almeno un condotto di ispezione e di manutenzione. Lo stesso condotto che avrebbero percorso gli anziani e che avrebbe dato il via alla creazione del mito. Decisi di insistere su questa teoria.
Le ricerche nei numerosi archivi iniziarono a trovare risposte. In prossimità dell’abbazia si trova un pozzo profondo oltre 200 metri.
Esso si trova all’interno di una grande vasca sotterranea che veniva utilizzata con finalità irrigue .
Questa cisterna è stata poi occlusa per ragioni di sicurezza dal momento in cui non era più necessaria e così scomparve dagli occhi della gente, lasciandone solo il ricordo.
Ricordo che è parzialmente mutato nel tempo, pur mantenendo un nucleo originario capace di indirizzarci all’origine della leggenda.
Ora si tratta solamente di ottenere le autorizzazioni necessarie per documentare questo frammento del passato, importante testimone capace di dare un senso ad una delle più note leggende di Vercelli.
Forse da un lato si incrina l’aspetto romantico tipico di talune leggende, ma dall’altro si concorre a fare chiarezza su avvenimenti un po’ troppo confusi che rischiano altrimenti di confondere la realtà storica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...