Indagini presso il castello di Uviglie (AL)

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A pochi chilometri da Vercelli, sui primi rilievi del Monferrato casalese si trova Uviglie, una frazione di Rosignano immersa nel verde delle colline. In quella zona abbiamo già studiato le cave di Pietra da Cantoni, oggi abbandonate, realizzando anche il nostro primo documentario, uscito su DVD alcuni anni fa. Ma c’è di più. Molto di più.
A poca distanza dalle cave si trova il castello, conosciuto principalmente per l’enoteca che lo caratterizza e per l’opportunità di soggiornarvi in ricerca di relax.
La tradizione vincola di questo feudo è molto antica, risale addirittura al 1491 e il castello è un ottimo teatro per cerimonie, matrimoni e catering.
Forse è per questi temi che il contrasto con un aspetto più misterioso risulta addirittura amplificato.


In primis, come ogni castello che si rispetti, ha un fantasma. O almeno una leggenda che ne parla, nonché alcuni testimoni convinti di aver visto in più occasioni, di notte, una figura eterea attraversare l’ampio parco del castello.
Ma, si sa, il nostro interesse principale è legato alle cavità artificiali, ai sotterranei, che solitamente si indagano di giorno, ben prima dello scoccare della mezzanotte.
Molti rimaneggiamenti ottocenteschi, opera dell’architetto Arborio Mella, tentano di occultare le origini basso medievali, di cui sopravvive il mastio e le sagome di alcune finestre oggi tamponate.
Due pozzi attirano la nostra attenzione, non solo perché spesso considerati l’anticamera del passaggio segreto, ma in quanto uno di questi mostra decorazioni molto particolari sul puteale.
Simboli dai significati esoterici ed alchemici molto precisi, che trovano riscontro anche nello stemma della famiglia, perfettamente leggibile in un mosaico pavimentale a colori, presente al centro di una sala.
L’aspetto esoterico che questo maniero emana lo si può anche percepire dalla sua struttura. La sua pianta rispecchia infatti la costellazione dei Gemelli, ribaltata.
I Gemini, Càstore e Pollùce, figli gemelli di Zeus e di Leda, sono conosciuti anche come i Diòscuri e spesso vengono considerati come patroni di alcune espressioni artistiche come la poesia, la danza e la musica, ma anche come protettori dei navigatori. Secondo altri, sarebbero i figli di Tindaro, re di Sparta, nonché due degli Argonauti, i famosi cinquanta eroi alla ricerca del Vello d’oro. Questi sono i primi elementi su cui ragionare. Pare che esistano dei messaggi scritti nella pietra e nei mattoni, lasciati da chi progettò il castello.
L’utilizzo di un georadar ai fini di rilevare la presenza di cavità nel parco ha dato i suoi frutti. Esistono almeno due vuoti di notevoli dimensioni, uno dei quali ancora accessibile tramite uno stretto pozzetto.
L’ambiente è un’opera di tipo idraulico, una cisterna, dotata di canaletti per il carico e lo scarico dell’acqua. Oggi è la tana di un discreto numero di hierophis viridiflavus, serpenti non velenosi ma piuttosto aggressivi. E’ bastato stringere le tute con del nastro adesivo ed indossare degli scarponcini dal collo alto per evitare qualche morso di troppo.
I sotterranei del castello infine, sono molto vasti e si estendono in profondità nel ventre della collina, proseguendo per una lunga scalinata discendente, fino a raggiungere un ambiente allagato da secoli.
I misteri si inabissano in un corridoio dotato di diverse nicchie laterali, con oltre un metro e mezzo di acqua ristagnante, che potrebbe celare la vera origine di questa cavità.
In qualche rara occasione, all’archeologia ed alla speleologia vanno affiancati anche studi provenienti da rami più “occulti” del sapere, in quanto, talvolta, le scienze classiche non bastano per comprendere certi misteri dell’architettura e precise scelte costruttive. Sul nostro sito (www.teses.net) è presente un video di approfondimento.

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