Indagini presso il castello di Porta Giovia – lo Sforzesco di Milano (MI)

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Come ogni castello che si rispetti, anche il castello di Milano, secondo numerose leggende, sarebbe dotato di vie di fuga sotterranee e di passaggi segreti che, correndo sotto alla città, lo metterebbero in collegamento con diversi edifici storici. Tratti di ambienti in muratura emersi dal sottosuolo, intercettati durante lavori edili, hanno riacceso la fantasia di molta gente, facendo gridare, spesso prematuramente, “al cunicolo”.
E’ inoltre diffusa la credenza che, da una particolare fermata della metropolitana, si possa intercettare una galleria che porterebbe proprio sotto al castello.
Ciò è vero in parte, si tratta però proprio della galleria del treno, lungo la linea verde, che transita comodamente al di sotto della piazza d’armi. Sarebbe interessate sapere cosa venne intercettato e poi demolito per consentire la sua realizzazione. Si tratta in ogni caso di un’opera piuttosto moderna e ben documentata, per cui decade il fascino che l’antico cunicolo invece conserva tutt’oggi.


Ma non possiamo escludere che ne esistano anche altri più antichi e che ne seguano il percorso.
Il castello di Milano, meglio conosciuto come ‘Sforzesco’, è un’interessante opera di architettura fortificata e difensiva, caratterizzata da una storia complessa ed affascinante.
Voluto dagli Sforza, risale al XV secolo ed è sorto sui resti di una precedente fortificazione del secolo prima, attestata come Castrum Portae Jovis, castello di Porta Giovia.
Il maniero, realizzato sul confine della cinta fortificata della città, è poi stato in buona parte restaurato dal Beltrami poco più di un secolo addietro.
Ma i cambiamenti più radicali sono avvenuti in seguito alla conquista napoleonica, che ha fatto demolire molte strutture, contribuendo anche alla scomparsa dei bastioni spagnoli e di molti altri apparati difensivi, inibendo buona parte dei relativi sotterranei.
Ciò che non serve più viene abbandonato e lasciato alla sola memoria di chi li ha frequentati.
Tutto muta nel tempo, le esigenze cambiano ed il passato tende a scomparire.
Ci si dimentica dei sotterranei, non più utili e utilizzabili, vengono murati, tamponati, occlusi, spesso riempiti di macerie.
Negli anni ottanta del secolo scorso l’interesse per questi ambienti si riaccende e viene prodotta un’utile documentazione degli ipogei del castello ancora percorribili.
Oggi sono stati in buona parte recuperati e resi visitabili e turistici.
Il più importante è la Strada Coperta Segreta della Ghirlanda, una lunghissima galleria che corre all’interno della controscarpa del fossato, lungo la metà esterna della cinta difensiva, quella, ovvero, rivolta verso Parco Sempione.
Si tratta di un camminamento molto suggestivo, che si sonda per alcune centinaia di metri, ad alcuni metri di profondità al di sotto del livello di campagna.
Da essa è possibile risalire ad altri ambienti, esterni al complesso, quali la porta del soccorso e le torri dette della Colubrina e del Piombo, oggi ridotti a ruderi e cintati da cancellate ben visibili dal parco.
Vani, nicchie, cunicoli e gallerie che, nel tempo, hanno alimentato molte leggende. Una di queste racconta che un cunicolo permetta di raggiungere addirittura il Santuario di S. Maria delle Grazie, celebre e noto in tutto il mondo per via del cenacolo vinciano in essa ospitato.
Nei sotterranei del Santuario si trovano alcuni vani tamponati, che darebbero credito a questa teoria. Si ipotizza infatti che, dietro a quelle murature, si troverebbe il tratto terminale della galleria proveniente dal castello.
L’intricato labirinto di cunicoli e di gallerie realizzate al di sotto del castello può sorprendere chi non conosce bene l’architettura fortificata e difensiva.
Gli spazi realizzati nel sottosuolo, e non solamente destinati alla conservazione di derrate alimentari e di munizionamenti, sono numerosi e con specifiche funzioni.
Che questi ipogei abbiano contribuito a far nascere l’idea di un passaggio segreto? E se il passaggio segreto fosse realmente esistito?
Non dimentichiamoci che alla corte di Ludovico il Moro lavorò il maestro Leonardo da Vinci e che spese molte energie per ovviare al problema dell’impaludamento dei fossati.
Leonardo lo risolse grazie ad una rete di cunicoli capaci di ricambiare l’acqua, trasportandone di nuova e smaltendo la vecchia. Dalla galleria della Strada Coperta è ancora possibile scendere in una di queste gallerie, rivestita in muratura e rinforzata in pietra.
Da qui, a carponi, si può avanzare per qualche centinaio di metri, in direzione del Parco, lasciandoci il castello alle spalle.
Alcune persone avrebbero potuto pensare ad una galleria nascosta per consentire la fuga, sebbene la sua natura idraulica sia chiaramente testimoniata da alcuni elementi.
E’ forse stata questa galleria, o un’altra analoga, ad aver ispirato l’idea di un passaggio segreto oppure il leggendario cunicolo esiste veramente e aspetta di essere ritrovato?

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