Indagini presso il castello di Belveglio (detto dei Malamorte) (AT)

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In provincia di Asti si trova il castello di Belveglio, che sorge sul luogo che, in antico, prendeva il nome di Malamorte.
Realizzato tra il XI ed il XII secolo, oggi è noto come il “Castello di Concerti”, grazie all’impegno dell’attuale proprietaria, la musicista Marlaena Kessick che, con l’Ente Concerti Castello di Belveglio organizza preziosi momenti musicali.
E, come ogni castello che si rispetti, pare che nasconda nei suoi sotterranei un tesoro. Ne vengo a conoscenza grazie all’amico e ricercatore Francesco Léon Lorusso, che mi invita ad un sopralluogo, dal quale nasce la collaborazione tra Léon Company e Teses.

Dal punto di vista della ricerca, questo sito offre moltissimi spunti di approfondimento, al punto tale da azzardare l’ipotesi di un collegamento con l’antico e misterioso Ordine Templare.
Il tesoro di cui tanto si parla potrebbe essere parte dell’ambito ed ormai quasi mitologico, patrimonio dell’Ordine, che si troverebbe ancora nascosto in qualche luogo sicuro.
Argomento scottante ma di grande interesse, anche grazie ai recenti film che vedono impegnato l’attore americano Nicholas Cage alla sua ricerca.
E procedendo più o meno in modo analogo, decifrando documenti ed indizi, nonché percorrendo cunicoli sotterranei, ci stiamo avvicinando ad una soluzione.
Parlare di gallerie instabili non è un eufemismo, si tratta proprio di cavità molto pericolose, in buona parte occluse da crolli ed a tratti sul punto di collassare.
Ritengo che sia uno dei luoghi più rischiosi che abbia mai esplorato. Infatti queste gallerie, che si snodano per centinaia di metri all’interno del colle, sono state scavate in un terreno molto friabile.
La stessa carta geologica ci indica una formazione di sedimenti marini marginali, in pratica sabbia compatta. Eppure, nonostante la difficoltà di esplorazione ed i non trascurabili rischi, in passato molte persone si sono messe alla ricerca di questo bramato tesoro che potrebbe essere stato nascosto in una cripta o in una camera sepolcrale accessibile soltanto tramite un pozzo, oggi scomparso.
In questa vicenda si sono susseguiti ricercatori, esploratori, ma anche rabdomanti, ingaggiati dai proprietari del maniero, nel tentativo di individuare la camera segreta.
Crolli improvvisi e violente frane hanno infine fatto desistere dalle ricerche, almeno fino a quando Lorusso, che è anche l’attuale custode delle gallerie, si è interessato al suo mistero scovando interessanti collegamenti tra il duca Carlo Maria Matteo Farnese, nipote di Papa Paolo III, i Templari ed il tesoro stesso.
Lo scenario delle ricerche è entusiasmante, gli indizi sono esaltanti. Peccato che il pericolo, decisamente concreto e reale, unito al poco rassicurante nome di Malamorte, pare non sia di buon auspicio.
Il nome stesso probabilmente deriva da violenti scontri e battaglie del passato, forse anche rafforzato dal fatto che, per un certo periodo di tempo, il castello fu luogo di pena e di esecuzione dei condannati a morte.
Sebbene il castello sia in buona parte stato ricostruito agli inizi del XX secolo dal nobile Hector Petrausch con uno stile neogotico, il complesso sorge sui resti dell’edificio medievale andato distrutto nella prima metà del XVII secolo.
Quasi certamente gli impianti sotterranei sono rimasti inalterati e potrebbero ancora nascondere molte sorprese.
Vedi anche “Il ritorno al castello dei Malamorte

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