Film e Serie TV dell’avventura

Inutile a dirlo, sono cresciuto con Indiana Jones ed i Goonies.

Per me pietre miliari che indubbiamente hanno segnato la mia giovinezza e, a quanto pare, anche la vita adulta.

Ma questi non sono stati gli unici film che parlavano di avventura e di ricerche archeologiche – più o meno ortodosse, ed un velo di mistero. Sempre sul tema del tesoro da ritrovare, dell’importante scoperta ostacolata dai cattivi di turno, sono nati numerosi spin-off.

Prima ancora della fortunatissima saga di Tomb Raider, e forse prima ancora che la quasi perfetta Lara Croft nascesse, sono state realizzate alcune produzioni che hanno tentato di replicare il successo dell’inimitabile archeologo americano Harry Jones Junior, in arte Indy.

Ad esempio “I predatori dell’idolo d’oro” è una serie americana durata una stagione sola, dove il protagonista, in buona parte clonato da Harrison Ford in versione archeologo, ex pilota dell’aeronautica, indossa un non casuale giubbotto di pelle.
Non è un caso nemmeno l’epoca l’ambientazione: gli anni 30.

Ma ancora più imbarazzante fu la trilogia di Jack Hunter, il vero clone low budget di Indiana Jones. Vennero prodotti addirittura tre lungometraggi (i maligni sostengono tre di troppo…) tra il 2008 ed il 2009. Da vedere per rendersi conto dell’assoluta assenza di fantasia, oltre al limite del plagio.

Tornando agli anni ’80 “L’uomo di Singapore” è stata un’altra serie televisiva durata una sola stagione, sebbene si differenziasse un po’ di più dal titolo di ispirazione, ma capace di insistere sulle tematiche principali.

Come dimenticare, poi, Relic Hunter, con la bellissima Tia Carrere? Precursore di Tomb Raider, avendo come protagonista una tosta fanciulla, è durato ben tre stagioni e contiene diversi elementi di pregio.

E se tutte queste videoproduzioni sono parzialmente o totalmente state ispirate dal buon Indy, anche il film The Goonies potrebbe avere avuto un precursore di tutto rispetto.

Mi riferisco alla serie TV dal titolo “Il tesoro del castello senza nome”, mini serie del 1969. Di cosa parla?
Di un gruppo di ragazzini che si trova alla ricerca di un tesoro e che deve confrontarsi con dei malviventi adulti. Rivisto oggi, soprattutto dopo aver apprezzato il capolavoro di Richard Donner, risulta un lavoro lento, scontato, inadeguato per i canoni attuali. Ma non dimentichiamoci che si tratta di un progetto di quasi cinquanta anni fa.
E che merita di essere visto da tutti, se ve lo siete perso…

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