Vercelli Misteriosa: il nuovo libro di Gian Luca Marino

Finalmente questo sabato (5 novembre 2016)  sarà disponibile in libreria il nuovo libro dell’amico Gian Luca Marino: Vercelli Misteriosa. Un libro nato in seguito a lunga gestazione, dopo anni di ricerche in cui l’autore ha raccolto indizi e testimonianze sui più svariati argomenti.

Ho deciso di intervistarlo, per comprendere meglio il risultato di questa sua fatica.

Gian Luca Marino
Gian Luca Marino, autore di Vercelli Misteriosa

1) Come prima cosa, cosa ti ha spinto a scriverlo? Conosco molto bene la tua passione per i misteri e per l’insolito, ma cosa ti ha mosso in particolare in questa occasione?
Dalla metà degli anni Novanta ho raccolto parecchio materiale sui misteri che riguardano Vercelli e il vercellese. In seguito, quando ho iniziato la mia attività di giornalista e blogger, ho scritto numerosi articoli in merito, sia per riviste cartacee e online, sia per redazioni televisive, siti e blog. Ad un certo punto, precisamente all’inizio di quest’anno, riordinando i miei archivi ho pensato di raggruppare tutta questa mole di informazioni in un formato fruibile al pubblico pensando da subito a un libro. Oltre a quanto già pubblicato sotto forma di articoli, avevo poi materiale inedito mai pubblicato, principalmente interviste e testimonianze, che ho deciso di inserire nel mio volume.

2) Ho apprezzato molto il taglio divulgativo, evitando i soliti inquadramenti visti e rivisti. Il tutto rende la lettura molto scorrevole e piacevole. A cosa è dovuta questa scelta stilistica?
Sono convinto che per divulgare certe tematiche occorra un linguaggio fruibile e scorrevole adatto a tutti. Non posso conoscere il mio potenziale pubblico e tra esso si possono annoverare persone dalle più svariate età e dalla preparazione culturale eterogenea. Ho scritto il libro in prima persona con la scelta di lasciare le interviste così come erano. Il mio libro non è certo un saggio, non ha pretese di verità o scientifiche. Esso è una narrazione che si basa su fatti, luoghi e persone che esistono realmente e che ho personalmente visto, studiato e ascoltato.

3) A lungo ci siamo occupati di leggende e di misteri legati al mondo sotterraneo, ma vedo che qui compaiono anche altri argomenti decisamente gustosi. Cosa ci puoi anticipare?
Ufo, fantasmi, poltergeist, streghe, folletti, esorcisti,fatti strani e curiosi, persone: su Vercelli esiste un universo legato al mondo dell’occulto e del paranormale.
Non dico altro.

4) In rete si trovano infinite pagine che trattano questi argomenti, ma so che l’approccio che hai impiegato in questa pubblicazione è stato piuttosto selettivo per quanto riguarda la verifica delle fonti delle notizie. Come ti sei comportato?
Il web, strumento potentissimo ma anche controverso e ambiguo ha avuto un peso rilevante per le ricerche legate al libro. Ho usato un criterio di selezione delle fonti basandomi sull’attendibilità delle fonti stesse come l’autorevolezza dei siti o dei blog dai quali ho recepito il materiale scandagliano a fondo, prima di intraprendere qualsiasi azione, ogni singolo articolo e post con la verifica, a mia volta, delle loro fonti. Una delle sorprese è stata che,sovente, il materiale curioso che ho raccolto arrivava da fonti istituzionali sicuramente autorevoli come, per esempio, il sito dell’aeronautica militare.

5) Quale, tra le storie che racconti, ti ha appassionato di più e per quale ragione?
Le storie che mi appassionano di più sono quelle di persone ordinarie o “al di sopra di qualsiasi sospetto” che raccontano episodi straordinari. Anche qui faccio un altro esempio: sempre parlando di Saletta, una delle testimonianze più forti, inedite ed interessanti arriva da una persona con un ruolo istituzionale importante che mi ha raccontato cose che mai mi sarei aspettato di sentire.

6) Sui misteri di Vercelli e del vercellese ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia, pensi di metterti a lavorare ad un possibile seguito?
Sono convinto che quando le persone leggeranno il mio libro mi chiederanno “Ma perché quella cosa non l’hai raccontata?”. Semplice: perché magari l’ avevo sentita ma non ho avuto tempo ed occasione per approfondirla, in parole povere “non ci ho ancora messo mano”. Ci sono ancora tante cose da raccontare e già questo potrebbe essere un seguito anche se mi piacerebbe, in futuro, scrivere un libro per narrare le cento cose più curiose e misteriose che mi sono state raccontate sul territorio. Anzi, facciamo cento e uno.

Ti ringrazio per il tuo tempo, credo che ci rivedremo a qualche presentazione.
Grazie a te e certo che ci vedremo

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