La lontananza e le fonti storiche

Se è vero che un evento passato è sempre più lontano da noi, per assurdo, più ci allontaniamo e più abbiamo l’opportunità di vederlo accadere.
Con questa apparente follia ho aperto un discorso qualche tempo fa, suscitando lo stupore generale della platea.
Per assurdo, infatti, se potessimo allontanarci dalla terra per milioni di chilometri ed avessimo un potente telescopio capace di mostrarci ugualmente la sua superficie, potremmo vedere eventi passati.
Ecco perché si tratterebbe di un metodo alternativo e, diciamolo pure, fantasioso, per poter avere conferme di eventi passati di cui si sono perse le fonti.
La stessa immagine del sole, che dista da noi circa 150 milioni di chilometri, ci arriva con otto minuti di ritardo. Ovvero un osservatore posto sul sole, vedrebbe in diretta ciò che abbiamo fatto otto minuti prima di quello stesso momento, perché la nostra immagine, che viaggia alla velocità della luce (circa 300mila chilometri al secondo) tanto impiegherebbe a raggiungerlo.
Se l’osservatore si trovasse al doppio della distanza, vedrebbe ciò che accadeva sulla terra circa un quarto d’ora prima, e così via.
Ipotizziamo un evento del III secolo dopo l’anno zero. O del XVII secolo. Basterebbe allontanarci a sufficienza, prendere bene la mira con il super-telescopio, ed assistere in diretta a ciò che avveniva così tanto tempo fa.
Logicamente si tratta di un ragionamento per assurdo, ma di assurdità, ultimamente, ne ho sentite molte ed ho provato pure io ad uniformarmi a questa moda.

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