Civiltà sepolte – C. W. Ceram e le grandi avventure narrate

Ricevo mediamente 40-50 proposte di collaborazione ogni mese.
Curiosi, appassionati, archeologi, speleologi, esploratori, fotografi, annoiati. Cerco sempre di capire, dai primi messaggi che scambio che persona ho dall’altra parte dello schermo.
Veri appassionati, professionisti, pazzi furibondi, ragazzi alle prime armi, gente con le idee poco chiare. Poco importa, cerco persone con passione e spirito di sacrificio, perché senza questa fiamma ardente non si smuove nulla e i risultati non arrivano.
Fin troppe volte ho perso tempo con persone che avevano differenti priorità, comprensibili tra l’altro, ma incompatibili con la ricerca che intendo portare avanti.

A tutti suggerisco la lettura di “Civiltà Sepolte“, del buon vecchio C. W. Ceram. A parte che già rapportarsi con persone che leggono è da considerasi un privilegio, in questo mondo così superficiale.
Poi sono convinto che il libro racconti veramente bene la passione di certi grandi personaggi del passato, della dedizione quasi folle e maniacale con la quale hanno alimentato ogni forza, per anni, fino al raggiungimento della propria scoperta.

L’ostinazione. La fiamma che arde nei loro cuori e che fa superare la fatica, la fame, la miseria, i fallimenti. La motivazione.
Solo così si comprende che nulla è regalato. Che occorre impegno, costanza, passione, perseveranza. Qualità sempre più rare ed aliene a molti. Ma per andare dove altri non sono giunti occorre fare di più. Quando si legge che dopo dieci o venti anni hanno raggiunto il proprio obiettivo, non dobbiamo credere che abbiamo aspettato 10 o 20 anni senza fare nulla e poi un mattino, come per incanto, tutto sia avvenuto spontaneamente.

Per quel periodo, per tutti quegli anni, hanno dedicato ogni istante della propria vita, in modo fin maniacale, al perseguimento del proprio sogno. Emblematici i casi di Champollion e di Schliemann, ma non solo.

In seguito a questa lettura affido dei semplici compiti, con lo scopo di capire come ognuno lavora, al di là della propria esperienza. La pulizia del metodo, l’ordine, il rispetto dei tempi concordati.

Si riesce a capire quanto una persona ci tenga e quanto sia superficiale. Se si arrende alle prime difficoltà, o alle seconde.

Ben pochi, purtroppo, dimostrano di avere la stoffa e la dedizione che cerco nei miei compagni di avventure.

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