Sogni, desideri, incubi e impegno.

In questo mio blog parlo spesso dell’attività che svolgo con l’associazione Teses.
Mi ritrovo quindi a parlare di leggende, di misteri, di esplorazioni e di ambienti sotterranei. Questo perché è la mia passione e la testa, nel tempo libero, vaga sempre tra questi argomenti.
Più raramente, invece, mi occupo di altro, o parlo di me.

Capita poi qualche volta, magari dialogando con gli amici del mondo web, di far emergere alcuni aspetti del mio carattere che spesso non emergono dai social network o dalla televisione.

Cercando di rispondere a certe domande sono obbligato a soffermarmi a pensare a me stesso, ad osservarmi dal di fuori. A riflettere su cosa sono, come sono e perché lo sono.

L’impegno che metto in questa attività ed in ogni cosa che porto avanti con determinazione, deve essere frutto del mio carattere. Della mia testa dura.
Quando voglio ottenere una cosa mi impegno veramente molto. Credo di essere molto competitivo, anche con me stesso.

Fin da bambino mi insegnavano che “l’importante è partecipare”. Ma io non l’ho mai condiviso. A partecipare sono capaci tutti.
La differenza la fa chi vince.

All’epoca correvo i 100 metri. Era lo sport che mi riusciva meglio, avevo le gambe molto lunghe ed ero parecchio leggero. Ho fatto tante gare, ne ho vinte parecchie. Ma mi ricordo ancora oggi le due in cui ho fatto secondo e terzo.
Ho sempre sostenuto che il secondo è il primo degli ultimi.

Non aveva senso per me partecipare ad una competizione senza il desiderio di imporsi, di trionfare, di vincere. Essere lì per far numero, era come ritrovarsi tra amici e correre in un prato divertendosi.
E allora mi preparavo maniacalmente. E, logicamente, quando perdevo – come in quelle due occasioni – restavo molto deluso.

Logicamente la delusione non deve essere esasperata, il buon senso deve dettare legge. Ma è utile anche capire che altri hanno fatto di meglio, diventa un utile stimolo per impegnarsi di più.

E così ho cercato di impostare la mia vita in questa direzione, almeno per quanto riguarda le cose che per me hanno valore. Ed allora lo sforzo e la fatica, le ore insonni non hanno più senso, non esistono.
Anzi, più si incontrano difficoltà e più abbiamo la certezza che ci stiamo impegnando al massimo delle nostre possibilità.

Ognuno di noi ha i propri sogni, i propri desideri. Ma pochi riescono a far convergere le energie necessarie per concretizzarli. Serve passione, impegno, sacrificio, ma i risultati, poi, arrivano.

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