Passione, hobby, interessi e tempo libero

Capita, talvolta, di soffermarsi per strada e di intrattenersi con qualcuno che ci ha riconosciuto.
Con gli anni, dopo diverse apparizioni televisive, sui social network più famosi e su giornali e riviste, è fisiologico.
E mi fa piacere.
L’interazione che si viene a creare è molto più profonda, rispetto alle ben più fredde email o ai vari messaggi virtuali che la rete ci consente.
Si percepiscono le emozioni, la curiosità, si comprende chi si ha davanti. E’ molto più facile osservare una persona, come si veste, come si muove, la velocità con cui parla, l’impressione che ci fa.
Cosa che non è più possibile quando tutto ciò avviene in digitale: il testo scritto, con più o meno refusi (o con veri e propri errori grammaticali), può dire molto, ma non tutto.
Questo rischia di ampliare l’anonimato, i messaggi alla fine si somigliano tutto, anche se l’utente applica la propria foto di profilo, almeno quando ha modo di mettere il proprio volto e non qualche immagine astratta o raffigurante il gattino che aveva da bambino.
Dal rapporto reale che invece si instaura, spesso casualmente o magari al termine di una conferenza, rimane più traccia. Restano maggiori sensazioni e si dimentica più raramente.
Gli argomenti non sono quasi mai gli stessi, anche se alcuni temi sono spesso ricorrenti.

E, di persona, per me è più facile trasmettere la passione che nutro verso queste ricerche. Spesso infatti chi ci segue non riesce a capire i sacrifici che ci sono alle spalle di ciò che poi alla fine si vede.
Molte persone hanno degli interessi, degli hobby. E tutti, impegnandosi costantemente al 100%, potrebbero ottenere grandi risultati, in qualunque campo si applichino.

Molto spesso si ha l’impressione che tutto ciò che realizziamo venga prodotto con estrema facilità e divertimento. E’ vero che ci divertiamo, ci mancherebbe!
Ma non è affatto facile. E questo è un tema che non passa.

Molta gente, dopo 8 o più ore di lavoro, rientra a casa e si rilassa. Invece, nel nostro caso, è in quel momento che si incomincia a lavorare sui vari progetti.
Ore e ore ogni sera a leggere, studiare, fare prove, scrivere articoli e progetti, lavorare le foto, scrivere sceneggiature, montare i video.

Purtroppo il tempo è uguale per tutti. Sta a noi decidere come impiegarlo. Forse saremo un po’ alienati, me ne accorgo quando gli amici mi parlano di film nuovi, eventi, sagre, trasmissioni televisive, tendenze. Un mondo che conosciamo sempre meno, perché non riusciamo a ricavare il tempo necessario per seguire questi aspetti.

O forse preferiamo dedicarlo alla nostra malattia: la ricerca.

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