Mauro Biglino ed il suo lavoro: la Bibbia e le traduzioni contro la Fede

La prima parte dell’intervista che abbiamo realizzato a Mauro Biglino ha riscosso un grande successo e contiamo di poter pubblicare la seconda parte nel giro di pochi giorni.

Sono molte e discrepanti le reazioni che i lavori e le pubblicazioni del prof. Biglino hanno suscitato ed in particolare mi lasciano perplesso quelle degli uomini di Fede.
E’ chiaro l’attrito che si viene a generare tra la lettura teologica e quella letterale del Codice Masoretico di Leningrado e ciò non mi stupisce.

Le discrepanze sono enormi e molti episodi che siamo abituati a leggere e che conosciamo dalle Bibbie moderne sono completamente stravolti, tanto che, come ci spiega Mauro, nella Bibbia (anticotestamentaria) non c’è creazione e non si parla di Dio.

Ed il punto è proprio questo. Chi possiede il dono della Fede sente e percepisce la presenza di Dio in modo intimo, in modo mistico e non ha (o non dovrebbe avere) il bisogno e la necessità di dover leggere ciò che prova in un libro.

Diversamente l’uomo scettico, il ricercatore, lo scienziato, i quali non possono fare affidamento sulle sensazioni e sulle percezioni, necessitano di ragionare sui documenti e sui dati concreti.

Per questo non comprendo l’atteggiamento dei credenti che si arrabbiano per quanto sostiene Mauro. La Fede vera dovrebbe funzionare anche senza spiegazioni.

Luigi Bavagnoli

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