Alla ricerca del P-47 caduto tra Boffalora e Bernate Ticino

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Attività di ricerca insolita, per Luigi Bavagnoli, presidente dell’associazione Teses, che affianca l’associazione Air Crash Po, abbandonando per una volta ambienti sotterranei e cercando di dare una mano nel recupero dei frammenti di un aereo americano caduto nel corso della seconda guerra mondiale.

IT WAS PRETTY EASY TO BE KILLED IN “SUNNY ITALY”

Questa frase di Charles Dills, Veterans del 27th FG, si adatta a pennello all’episodio che ebbe per involontario protagonista il Lt. Harry A. Partridge Jr., pilota di P-47 Thunderbolt nelle fila del 526th Fighter Squadron / 86th Fighter Group.

14 SETTEMBRE 1944

Una formazione di otto cacciabombardieri americani Republic P-47D Thunderbolt, appartenenti al 526th FS/ 86th FG, di base ad Alto (Corsica) ha appena concluso l’ennesima missione di bombardamento in picchiata, sganciando le bombe da 500 libbre appese ai travetti sub-alari sul main target, in territorio pavese.
A quel punto, gli aviatori americani si dividono in sections di due aerei ciascuna e, assumendo un profilo di volo a bassa quota, vanno a caccia di targets of opportunity.

Il Lt. Harry A. Partridge Jr, di Mobile, Alabama, forse dopo aver perduto il contatto visivo con il gregario -o, al contrario, dopo aver perso il contatto con il proprio leader- si ritrova a volare in un tratto di cielo off-limits, per gli aviatori Alleati.
L’area di Galliate/ Turbigo/ Vigevano è fortemente difesa da batterie antiaerei della Flak, ed il P-47 di Partridge viene inquadrato dal preciso tiro di cannoni pesanti e cannoncini leggeri.
Colpito e danneggiato, l’aeroplano viene visto sorvolare il centro abitato di Bernate Ticino e ormai fuori controllo, si schianta in un podere in territorio del Comune di Boffalora Ticino, nei pressi del Mulino Marinelli.
L’aviatore rimane ucciso sul colpo.
Pochi chilometri più a sud, poche ore dopo, un analogo episodio ha invece una conclusione più fortunata per l’involontario protagonista:
il Lt. Ernie Fahlberg, pilota di P-47 del 346th FS/350th FG, viene colpito mentre sorvola il campo di volo di Lonate Pozzolo ma riesce a compiere un atterraggio di fortuna nei pressi di un casolare di Motta Visconti.
Si nasconde in un letamaio per un giorno intero e poi, a piedi, riesce a raggiungere l’Appennino, dove entra in contatto con partigiani della Brigata Val Trebbia.
Fahlberg riuscirà a compiere una autentica impresa, raggiungendo a piedi le linee Alleate nei pressi di Pietrasanta (LU) ai primi di febbraio del 1945, insieme ad altri tre piloti di P-47 abbattuti dietro le linee nemiche fra settembre ’44 e gennaio ’45.
MAGGIO 1945

Il gruppo di ricerca Air Crash Po, capitanato da Diego Vezzoli, si reca in tre riprese sul punto di caduta del P-47 del Lt. Partridge e riesce a recuperare reperti significativi di quell’episodio accaduto sessantanove anni prima:
dal terreno, vengono estratti la targhetta identificativa del motore, proiettili calibro 0,50, frammenti di lamiera di alluminio…

In precedenza, gli appassionati di storia locale Andrea Franzini e Marco Garavaglia avevano condotto estese ricerche in archivi parrocchiali e comunali della zona, rinvenendo documenti importantissimi per ricostruire l’episodio della caduta del P-47 di Partridge.
La ricerca ha di fatto coinvolto un nutrito numero di persone, soprattutto anziani di Boffalora e Bernate, che hanno fatto riaffiorare dalla memoria questa storia altrimenti destinata all’oblio.

Grazie ad alcuni contatti negli Stati Uniti, in particolare Mrs. Patti Johnston di Prescott, Arizona, è stato possibile contattare i parenti del Lt. Partridge i quali la prossima settimana giungeranno a Bernate a visitare il luogo in cui il loro congiunto perse la vita, in una nebbiosa giornata di fine estate del 1944.

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