Filologia, fonti antiche, Mauro Biglino e la Bibbia

Ogni ricercatore sa quanto sia importante poter consultare le fonti di prima mano, ovvero i testi più antichi possibili che narrano un evento studiato.
Le traduzioni successive possono introdurre imprecisioni, errori, volontari e non, capaci di alterare il senso delle cose.

Un impressionante esempio di questo concetto è il lavoro svolto da Mauro Biglino, studioso di ebraico antico, (ex) traduttore per le Edizioni Paoline, che sta rivelando a chi è serenamente pronto a comprendere, i risultati delle sue traduzioni.

Biglino ha tradotto la Bibbia, o meglio, l’Antico Testamento, partendo dal testo più antico disponibile, risalente al XI secolo. Si tratta del Codice Masoretico di Leningrado, un testo consonantico, privo di spazi tra una parola e l’altra, che è stato dichiarato dalla Chiesa Cattolica l’unico testo di riferimento per la stesura della Bibbia.

Quale fonte migliore per tentare una traduzione letterale, epurata quindi dalle metafore e dalle interpretazioni teologiche, tanto affascinanti quando spesso incomprensibili?

Dai suoi studi emerge una linearità ed una logica mai vista nel codice biblico. La traduzione letterale fornisce da se spiegazioni chiare senza dover ricorrere a metafore spirituali o divine.
Le menti aperte, capaci di ascoltare nuovi elementi da elaborare, a dispetto di quelle purtroppo ottuse che a priori escludono teorie per certi versi rivoluzionarie, potranno trovare terreno fertile su cui cimentarsi.

Mauro ci ha spiegato come nella traduzione letterale del codice masoretico non si parli di Dio. Almeno non del Dio inteso come tutti noi lo conosciamo. Non si tratterebbe di un’entità spirituale, ma di un essere materiale, che può morire e muore.
Ci parla dei famosi Elohim, plurale tanto discusso che mette in dubbio ogni dogma monoteistico successivo.
Ci spiega cosa sia il “kevod“, la celebre “Gloria di Dio“, che “Dio” stesso non è in grado di gestire a suo piacimento, denotando una mancata onnipotenza che nelle interpretazioni successive invece rappresenta una delle sue caratteristiche migliori.
Dagli studi condotti emerge anche l’assenza del “peccato originale“, la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre pare essere stata meno rancorosa di quanto ci è sempre stato detto.
Ma non solo, la stessa “creazione” di Adamo e di Eva non sarebbe stata un evento magico o mistico, ma, pare, frutto di un intervento di ingegneria genetica, operato a livello di DNA e clonazione. Teoria che trova non pochi punti di contatto con quella esposta dal sumerologo Zecharia Sitchin, che ci parla della creazione dell’uomo moderno da parte degli alieni Anunnaki.

Mauro Biglino è stato intervistato dagli uomini di Luigi Bavagnoli, presidente dell’ass. Teses, a Torino, per realizzare una serie di puntate del progetto Teses Mystery Channel.

Ad intervistarlo è stato l’alchimista Paolo Pulcina, le riprese video sono state fatte da Moon TV. Il video verrà montato da Alessandro Fulci ed è stato girato all’interno del negozio Esotericamente di Andrea Pasino, in via Garibaldi 18 (int. cortile) a Torino.

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