Esistere, quindi creare

Articolo riflessivo, quello di oggi. Ispirato da un saggio che un giorno di molte lune fa mi disse: “Non scegli di nascere, ma puoi scegliere come vivere“.

A grandi linee il pensiero regge ed è uno degli ingredienti che permette di raggiungere certi obiettivi, reputati difficili o ambiziosi da chi ha carenza di passione, costanza, voglia di impegnarsi e di sacrificio.

Ognuno è libero di ricercare il proprio equilibrio, decidendo le proprie priorità. Spesso, da queste scelte, ne conseguono lo stile di vita, gli obiettivi raggiunti, il valore delle proprie azioni.

Non esiste un ingrediente segreto o un particolare dono piovuto dal cielo che ci permette di centrare i risultati che ci prefiggiamo. Impegnandosi si ottiene sempre qualche risultato.

Per alcuni di noi, troppo pochi sfortunatamente, esistere non è sufficiente. Queste persone sentono il bisogno, la necessità di dover creare, produrre, impegnare la mente e le proprie risorse verso qualche obiettivo. E tanto è più arduo questo obiettivo e tanto più ricambierà gli sforzi con la soddisfazione.

Molti, invece, si limitano ad esistere. Hanno priorità differenti, come dedicare il proprio tempo libero a guardare la TV la sera, a chiaccherare per ore nei bar, a destreggiarsi tra le diverse sagre di paese. Sono scelte. Condivisibili o criticabili come le altre.

Avendo tutti noi una quantità di tempo limitata, è ovvio che se ci dedichiamo ad una cosa, avremo meno tempo da dedicare all’altra e, solitamente, quella a cui dedichiamo meno energie viene peggio.

Questo elementare ragionamento dovrebbe penetrare nelle menti di quelle persone che vorrebbero ottenere gli stessi (o migliori!) risultati di altri, pur consapevoli di impegnarsi meno della metà di loro. Certo, la bravura, certe capacità, l’intelligenza e la fortuna sono variabili molto importanti da valutare, ma è difficile basare sempre ogni paragone sui “se” e sui “ma”.

Ma pure queste sono scelte. Ciò che è ancora più triste è notare che buona parte delle risorse di questi strani individui, viene impegnata per criticare, giudicare, screditare chi va meglio di loro, chi viaggia con una o addirittura due marce in più.

Tutto ciò si applica in tutti i campi, in tutti i settori.

Non sfugge nemmeno il nostro, dove si trova gente veramente in gamba, piena di motivazione e disposta a grandi sacrifici, e altri che operano da decenni facendo sempre le medesime cose, che si ritengono i maggiori sapienti sull’argomento.

Con tutti i “se” e i “ma” di prima, alla fine, però, parlano sempre i risultati.

Con affetto.

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