Intervista ad Armando Bellelli, presidente di Xplora

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Luigi Bavagnoli, presidente dell’associazione Teses, intervista l’amico Armando Bellelli, sempre più protagonista nell’affascinante mondo delle ricerche storiche e misteriose.

1) Da quanto tempo ti occupi di ricerche e di misteri? Come è nata questa tua passione?

Mi piace considerarmi un ricercatore storico ancor prima di un “esperto di misteri”. Amo la storia e le materie interconnesse come archeologia ed antropologia fin dalla più tenera età. Mi ricordo ancora il titolo del primo libro che lessi, all’età di 6 anni “Dei, eroi e faraoni dell’Antico Egitto”… un libro che era decisamente “anomalo” per un bambino di quell’età. Ma mia madre, per nulla preoccupata, mi incoraggiò. A quel libro seguirono migliaia di altri. La mia infanzia e la mia adolescenza, la mia stessa vita attuale, è stata contrassegnata dalla lettura, continua, assidua e costante. Se da una parte mi appassionavo sempre di più nello studio della storia “accademica”, dall’altra gli enigmi insoluti degli accadimenti storici, gli aspetti più nebbiosi e meno conosciute delle umane vicende, i cosiddetti “misteri”, hanno sempre destato in me grande interesse, emozione ed inquietudine dell’animo.
Questo è stato il substrato di base nella mia crescita personale. Ringrazio i libri. Forte delle conoscenze che mi hanno regalato, ho deciso negli ultimi anni di metterle in pratica cominciando le varie ricerche.

La ricerca è fondamentale. Ad essa può seguire l’esplorazione sul campo, ma se manca la prima, la seconda si riduce a semplice escursionismo. Prima ci si documenta, ci si prefigura cosa ricercare e poi si effettuano perlustrazioni (che spesso non sono necessarie: molte grandi ricerche sono iniziate e sono state concluse in biblioteche senza mai esserne usciti). Se no è meglio lasciar perdere.
Per quanto riguarda invece la passione per i sotterranei, i cunicoli, i passaggi segreti e i bunker, beh, Luigi.. in questo caso c’è il tuo zampino. La tua attività e quella dei Teses mi hanno ispirato sicuramente, ancora molti anni fa, instillando in me l’amore per gli ambienti ipogei.

2) Il grande pubblico ti ha conosciuto in seguito alla riscoperta del Sercol di Nuvolera. Com’è nata questa ricerca?

La vicenda del Sercol di Nuvolera e le relative ricerche (attualmente sospese, nella fiduciosa attesa che si trovino fondi per avviare scavi archeologici specifici) si incastra perfettamente nel mio amore di ricerca della storia e delle tradizioni della mia amatissima terra, il Garda e la provincia di Brescia. Lo studio metodico dei racconti locali, degli avvenimenti del passato e delle tradizioni locali può riservare vere sorprese e rivelare autentici “tesori”. Non è necessario intraprendere spedizioni in giungle, deserti o ghiacciai per ottenere grandi risultati e inseguire glorie spesso effimere. A volte le opportunità sono a pochi km da casa. Basta saperle cercare, anzi ricercare, con una buona dose d’istinto (e a volte, di fortuna). La ricerca sul territorio è poi un’ottima palestra che ti permetterà di acquisire esperienze e capacità, per poi poter allargare i propri orizzonti.

3) Con la TV hai fatto anche altri servizi. Quale ti è piaciuto di più e perché?

Oltre al Sercol di Nuvolera, ho avuto modo di parlare in TV delle antiche leggende e fatti di cronaca riguardanti misteriose creature acquatiche che vivrebbero da secoli nel lago di Garda. Un mio studio svolto in maniera giornalistica, per indagare su un enigma lacustre davvero particolare.
Riguardo a servizi televisivi, vi saranno altre grandi novità, ma non anticipo nulla.

4) Come ti sei trovato a lavorare con la troupe di Mistero?

Con la troupe di Mistero mi trovo benissimo. Il programma dà molto spazio alle realtà locali, cosa che apprezzo molto. La preparazione dei servizi è svelta e dinamica, senza perdersi in tempi morti. Velocità ed efficienza. Ho avuto poi in questo modo di arrivare a godere dell’amicizia di Ade Capone, autore della trasmissione, grandissimo sceneggiatore e scrittore, anche lui per me fonte di ispirazione ed esempio. Ade mi ha onorato di scrivere la prefazione per il mio primo libro! “Potere e Mistero” pubblicato da Eremon Edizioni e scritto a quattro mani con l’amico e navigato scrittore William Facchinetti Kerdudo. Un tour insolito attraverso alcune delle più misteriose località del Nord Italia. Ne consiglio a tutti la lettura!

5) Xplora è la tua neonata associazione, con chi collabori e con quali ruoli altri componenti contribuiscono a darti una mano?

Xplora è il mio grande progetto. Un gruppo di appassionati di storia, archeologia e, ancora qui il tuo zampino, di cavità artificiali. Uniti dalla passione per la ricerca e dall’amicizia. Collaborano con me l’eclettico e valentissimo Diego Vezzoli, speleologo, subacqueo e grandissimo esperto di aeronautica militare della seconda guerra mondiale. Fa anche parte di un gruppo, Air Crash Po, che si è distinto nell’individuazione di molti relitti di aerei schiantatosi nella valle del Po tra il 43 e il 45. Poi Andrea Bellandi, brillante e giovane archeologo, con un fiuto straordinario quando si tratta di cercare qualcosa di nascosto. Questo solo per fare qualche nome. Negli ultimi mesi sta inoltre nascendo una sinergia con Mauro Vittorio Quattrina, uno dei più grandi registi e documentaristi italiani, nonchè grande studioso di storia bellica e non solo. Insieme stiamo pianificando ricerche e studi che, con un po’ di fortuna, lasceranno a bocca aperta molte persone.

6) Progetti in corso, programmi per il futuro e obiettivi da raggiungere?

Tornando al discorso dell’importanza di studiare come si deve il proprio territorio di appartenenza, posso ritenermi “fortunato”. Stiamo ottenendo grandi e continui successi, oltre le più rosee aspettative, in un progetto di ricerca riguardante i drammatici fatti della Repubblica Sociale Italiana, nata proprio sulle sponde del Garda. Un periodo storico non sufficientemente indagato, per molti ancora considerato tabù, da non nominare neppure.
In rapida successione, siamo riusciti ad individuare, esplorare e documentare il bunker del ministero della marina repubblicana e l’aeroporto segreto di Mussolini a Lonato e il leggendario e vastissimo ospedale-bunker dell’Ober Kommando delle SS naziste a Gardone Riviera, a poca distanza dal Vittoriale degli Italiani. A breve, e tu sarai dei nostri, cominceranno invece le ricerche del bunker personale del Principe Nero, il famigerato ed eroico Junio Valerio Borghese, comandante della X° Flottiglia Mas di stanza proprio a Lonato del Garda. Speriamo in bene, siamo fiduciosi. Abbiamo ancora altri progetti, alcuni grandiosi e molto ambiziosi, ma per il momento non li rendiamo pubblici.
Un nostro grande sogno è dare uno scopo didattico a tutto ciò. Vorremmo creare, se mai un giorno sarà possibile, un museo della RSI e dei rifugi antiaerei dell’epoca. Con visite organizzate per gli interessati nei luoghi studiati. Senza nessuna presa di posizione politica. Storia pura ed obiettiva al 100%. Per “metabolizzare” definitivamente quel tragico periodo e studiarlo senza pericolose deviazioni ideologiche.

7) Cosa ti piace di questa attività e cosa non ti piace?

La mia passione per la ricerca è come un fuoco che arde in me, senza però bruciarmi, usando un’espressione tutta dannunziana (il Vate è un mio grande eroe, altra fonte d’ispirazione e sprone ad ardire). Quando una ricerca va a buon fine, quando riusciamo ad individuare un ambiente ipogeo e siamo i primi a rientrarci dopo tanto tanto tempo, quando riusciamo a risolvere enigmi storici anche minori, beh, la soddisfazione è travolgente. Provo emozioni forti, quasi fisiche. Tra la commozione e qualcos’altro, difficile definirlo e descriverlo. Ma dura poco. Subito dopo subentra una sorta di irrequietudine. Non basta, mi dico, ci vuole di più. Il Fuoco richiede combustibile, in continuazione. E subito mi rimetto all’opera, anche quando sembra che le forze fisiche mi abbandonino, anche quando sono tanto stanco. Questo per me è il vero tormento ed estasi. Ovviamente in questo cammino si incontrano cose che non piacciono. Come disinteresse o addirittura ostilità ed ostracismo da parte di certi privati o enti pubblici quando si intende avviare alcuni progetti magari considerati “scomodi”. Senza contare poi rivalità, invidie, gelosie e fiducia mal riposta in persone su cui si faceva affidamento. Oppure ancora difficoltà logistiche, dovute dalla natura di particolari ricerche e magari dalla mancanza di attrezzature specifiche a volte costosissime. Non è sempre rose e fiori, ovvio.
Ma noi siamo motivati, capaci, intraprendenti e coraggiosi. E nulla ci fermerà.

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