Biografia: Johann Joachim Winckelmann

Nato a Stendal il 9 dicembre del 1717, Johann Joachim Winckelmann merita un posto nella nostre biografie principalmente per essere stato il primo ad distinguere gli stili cronologicamente differenti nella storia dell’arte.

Egli infatti fu sia archeologo che storico d’arte di grande fama, dato che se rapportato alle scarse condizioni economiche in cui verteva la sua famiglia, da ancora una volta l’idea di quanto la passione possa aiutarci a superare le difficoltà.

Suo padre era infatti un povero calzolaio e lui frequentò il ginnasio di Berlino ed il liceo a Salzwedel, prima di trasferirsi a Halle per studiare archeologia nel 1738.

La sua voglia di conoscere lo portò a dedicarsi con estrema passione e costanza alla letteratura ed all’arte greca, trovando anche il tempo di frequentare lezioni di medicina matematica all’università di Jena.
Fortemente limitato dalla condizione di povertà accettò come impiego un posto come precettore in una località nei pressi di Magdeburgo. Per cinque anni fu rettore associato alla scuola di Seehausen per lavorare fino al 1754 come bibliotecario del conte dell’impero Heinrich Von Bünau a Nöthnitz, fornendo preziosa consulenza ed aiuto nel raccogliere materiali sul Sacro Romano Impero, su cui il conte stava scrivendone la storia.

In questo periodo, successivamente alla conversione al cattolicesimo ed al suo interesse verso l’arte, iniziò a pubblicare le sue prime opere.
Grazie alla notorietà ed alla stima conquistata venne protetto da Augusto III, elettore di Sassonia, nonché re di Polonia, che gli fornì una pensione di 200 talleri per consentirgli di continuare i suoi studi e le sue ricerche.

Giunto a Roma lavorò come bibliotecario per numerosi cardinali, fino al 1763, quando venne nominato prefetto delle antichità di Roma.
Proseguono le sue pubblicazioni, libri e saggi, di ottima qualità e tutte in grado di apportare un essenziale contributo sia all’archeologia che alla storia dell’arte.
Winckelmann ricevette anche una medaglia commemorativa dal cancelliere Kaunitz e altre tre medaglie dall’imperatrice d’Austria Maria Teresa.

Da Vienna raggiunse Trieste, per imbarcarsi verso Ancona. Alloggiando in una stanza della “Locanda grande” conobbe Francesco Arcangeli, cuoco pistoiese con precedenti penali.

Questo losco personaggio, con l’intenzione di derubarlo delle medaglie ricevute, l’8 giugno del 1768 assassinò brutalmente Wincklemann, che venne poi sepolto nel cimitero della cattedrale di S. Giusto.
Il 20 luglio venne giustiziato il suo assassino.

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