Agharti – Il mondo sotterraneo

Confinata da sempre nella dimensione esoterica, di recente molte persone appoggiano con convinzione la teoria della “Terra Cava” e, più marginalmente, il mito di Agharti.
Agharti, il mondo sotterraneo, la cui capitale sarebbe Kalapa, nascosta centinaia di metri in profondità sotto al monte Meru, in India.

Shambhala, un regno immaginario dall’analoga descrizione potrebbe invece coincidere con il reale Sambhal, situato Uttar pradesh, che esiste in superficie e sul quale sono in corso ricerche di archeologia del sottosuolo per comprendere fondamenti di verità sull’esistenza di vasti ambienti ipogei.

Molta gente, ultimamente, organizza e partecipa a gite in terra indiana per assaporare questo clima, questa atmosfera di mistero e di mito.

Tutti in compagnia della poco velata speranza di essere tra gli eletti che avranno l’onore di accedere a questo mondo sotterraneo riservato ai più puri e meritevoli.
Il libro “Il re del mondo” di Guénon è stato il testo che ha reso celebre il mito di Agharti o di Agharta, diffondendolo tra i più, ma in pratica non è che una rivisitazione delle opere “Bestie, uomini e dei”, dell’esploratore Ossendowsky e di “Missione dell’India”, di Alexandre Saint Yves d’Alveydre, occultista iniziato da un “maestro” non meglio definito.

Willis George Emerson, autore di “The smoky God” / “A Voyage to the Inner World”, ha raccontato le avventure di Olaf Jansen, marinaio norvegese che avrebbe compiuto un avventuroso viaggio di due anni all’interno della terra, grazie ad un’apertura trovata nei pressi del Polo Nord.
Le sue vicende sarebbero state narrate dal figlio di Jansen, ormai novantenne ed in punto di morte, dopo una vita rinchiuso in un manicomio in seguito alla bizzarra esperienza vissuta con il padre.

Durante questa peripezia avrebbero conosciuto gli abitanti di questo mondo sotterrano, organizzato in stati e città e costituito da una razza superiore, con grandi poteri telepatici ed un’illuminazione spirituale talmente elevata da aver debellato ogni forma di violenza e di guerra, per concentrarsi sul progresso realmente utile all’umanità ed alla conservazione di un pianeta sano e vitale.

Madame Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, scrisse diverse cose in merito all’Agharti ed al contatto telepatico che avrebbe avuto con gli “Antichi Maestri” che dal sottosuolo le comunicavano nozioni e conoscenze trascendentali.
Dalle sue esperienze si sarebbe fatta luce sull’origine di questa popolazione. Si ipotizzò così una razza superiore ed eletta, vissuta tra Tibet e Nepal, rifugiatisi nel sottosuolo in seguito ad una catastrofe.

Alcuni ipotizzano addirittura che gli abitanti di Agharti non siano altro che i discendenti degli abitatori di Atlantide. Anche questi sopravvissuti ad una catastrofe, quella che avrebbe cancellato la città marina citata da Platone.

Anche la Società segreta Thule si basò su queste teorie investendo, negli anni successivi alla sua nascita, molte risorse nello studio degli ambienti sotterranei.

Ecco quindi nuovi spunti per un viaggio in India ancora più insolito, alla ricerca del mondo sotterraneo, da percepire, da assaporare, da cogliere nei racconti e nei dettagli di mille cose che possano ricondurre a questo mito così insolito ed affascinante.

Ma gli accessi si troverebbero in diverse altre località, sparse in tutto il Mondo, alcune anche in Italia.

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