Champollion e la stele di Rosetta

Sappiamo tutti che fu grazie a Jean Francois Champollion che oggi possiamo decifrare i geroglifici, la misteriosa scrittura dell’antico Egitto.

Spesso però si tende a sottovalutare la fatica, il sudore ed i sacrifici che quest’uomo dovette affrontare e superare.
Solo chi si applica con estrema passione e dedizione al proprio lavoro, chi dedica anima e corpo al mestiere scelto, può comprendere quanto siano necessari i sacrifici che si debbono affrontare prima che i risultati arrivino.

Certamente è necessaria anche abilità e fortuna, ma l’aspetto umano passa troppo spesso in secondo piano. Ci si limita a studiare il nome dell’inventore o dello scopritore e, quando va bene, il periodo in cui l’evento è avvenuto.

Nulla più. Troppo poco, non rende giustizia. Personalmente noto che sia carente l’aspetto umano, le difficoltà, le emozioni, la disperazione vissuta. L’affanno, i dubbi, le paure, le incertezze, i rischi.

Champollion è nato il 23 dicembre del 1790, da una madre paralizzata e crebbe in una Francia scossa dal regime del Terrore e si dice che, sorprendentemente, imparò a leggere da solo a cinque anni.
A dodici anni scrisse il suo primo libro: “Storia di cani celebri“.
A sedici anni conosceva il latino ed il greco e almeno sei lingue orientali come l’arabo, il siriaco, il caldeo ed il copto. A diciassette anni redige una carta storica dell’Egitto. Sapete che intorno ai vent’anni veniva chiamato “l’egiziano“? Possedeva una carnagione scura e la cornea gialla.

Come scolaro, però, pare non fosse una cima, così il fratello, il filologo appassionato di archeologia Jacques Joseph Champollion, lo portò con se a Grenoble, per curarne l’educazione.

E come Schliemann disse al padre: “Io troverò Troia!“, Champollion disse con altrettanta fermezza: “Quando sarò grande leggerò i geroglifici!

Inizia una vera e propria ossessione, ogni suo pensiero, ogni suo istante è focalizzato nel tentativo di decifrarli. Quando una copia in gesso della stele di Rosetta giunge a Parigi si erano già scatenati i geni più illustri d’Europa nel tentativo di decifrarla. Una lotta contro il tempo e contro i sapienti luminari appassionati a questo millenario enigma.

La vita del diciassettenne Champollion è costituita solo da archivi, istituti, biblioteche. Studia il sanscrito, il persiano e si procura una grammatica cinese.

La sua mente è una spugna alimentata dal fuoco sacro della passione più pura, quella che fa trascurare la salute e l’economia. Il fratello lo mantiene come può, ma pare che evitasse gli incontri mondani per vergogna, in quanto il suo unico vestito era sempre più liso e consumato.
Trascorre tutti i giorni e buona parte delle notti a leggere, paragonare, tradurre, ipotizzare. Una febbrile ricerca che solo pochi animi possono affrontare.

All’età di diciotto anni compie il primo passo verso la decifrazione, ma è proprio in questo momento che il mondo pare crollargli addosso.
Apprende casualmente la notizia che qualcuno ha decifrato i geroglifici.

Il suo unico grande sogno, obiettivo per il quale aveva sacrificato ore e ore di sonno e la propria salute, per il quale aveva digiunato, il sogno per il quale aveva accettato di vivere in miseria andava infrangendosi con la violenza di un uragano.

Impossessatosi della brochure di Alexandre Lenoir, l’uomo che lo avrebbe preceduto nella decifrazione, si chiude in casa, stremato, ed inizia a leggere.
L’aneddoto è addirittura commuovente. La vedova Mecran era la signora presso la quale era ritirato in pensione. Gentile signora che si preoccupava di fornirgli quotidianamente un pasto caldo, ospitandolo a casa sua.

Fu proprio questa signora a preoccuparsi quando, dopo ore di silenzio, consapevole del suo stato di salute decisamente debilitato, iniziò a udire rumori e schiamazzi provenire dalla sua stanza. Apre la porta e lo trova sghignazzare di gusto, inarcato sul divano, mentre con una mano agita la brochure di Lenoir.
Aveva realizzato che si trattava di un clamoroso fiasco.

Questo episodio gli diede una nuova energia per affrontare, e risolvere, nel 1822, il mistero della decifrazione dei geroglifici, coronando così il suo unico grande sogno.

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