Livingstone, I suppose…

“Livingstone, I suppose…”, celebre frase che tutti noi conosciamo.
Ma sappiamo veramente in quale contesto è stata utilizzata e da chi venne pronunciata?

Livingstone era un missionario scozzese con il compito di “convertire” gli indigeni alla religione cristiana. Dopo aver trascorso ben nove anni nel Kuruman (attuale Botswana) si spinge con la moglie e due figli, ancora giovanissimi, verso le regioni ancora inesplorate dell’entroterra africano, nel deserto del Kalahari.

Siamo nel 1849 quando scoprirà il lago Ngami, in un’inaspettata terra paludosa, in netta contrapposizione con quella terribilmente arida che ha attraversato. Lo spirito dell’avventuriero e dell’esploratore era forte nel dott. Livingstone e infatti, deciso a seguire l’andamento del fiume Zambesi, raggiungerà la sua foce scoprendo le impressionanti cascate che ribattezzerà cascate Victoria.

Pensate, il vapore acqueo generato da questo portento della natura, è visibile a oltre dieci chilometri di distanza!

La Royal Geographic Society sostenne le sue ricerche, che da un certo punto della sua vita condurrà da solo in quanto la moglie Mary con i figli, divenuti quattro, farà ritorno in Gran Bretagna.

Più avanti, però, si ammala, e rimane pressoché da solo per tre anni finché viene ritrovato nel 1871 dal giornalista Herny Morton Stanley, inviato alla sua ricerca due anni prima. E fu proprio il dott. Stanley che pronunciò la famosa frase, nella città di Ujiji sul lago Tanganica.
L’episodio viene ricordato ancora oggi per sottolineare la morale vittoriana che tanto ha caratterizzato l’educazione degli inglesi. “Dottor Livingstone, presumo“, in effetti fa sorridere, essendo loro due gli unici due europei nel raggio di centinaia di chilometri…

Per dovere di cronaca ricordiamo anche che morì in Zambia nel 1873 per malaria e per occlusione intestinale. Il suo corpo riposa ora nell’Abbazia di Westminster, mentre il suo cuore fu sepolto nel luogo in cui spirò, a Chitomba.

Magari sulla figura di Sir Stanley torneremo più avanti, ricordo però che fu lui a fondare, nel 1879, la colonia del Congo belga.

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