Geografia, un dono di Eratostene

Noi ci consideriamo esploratori. E sappiamo bene che una scienza importantissima nella nostra attività è la geografia.

Ma sappiamo anche che origine ha questo nome? Risale al III secolo a.C., termine coniato dallo scienziato greco Eratostene unendo “geo”, che significa “terra” e “graphein” che significa scrivere.

Si tratta di un un vocabolo che entra nelle nostre vite già durante gli studi elementari, quando ci vengono insegnati i punti cardinali, come leggere le cartine fisiche e quelle politiche, di interpretare i vari simboli utilizzati per indicare monumenti di interesse, motel, autogrill…

Anticamente, invece, vi era la necessità di rappresentare graficamente la porzione di Mondo esplorata da Alessandro il Grande. E devo ammettere che, in quegli anni, erano veramente avanti. Già lo stesso Eratostene comprese che la Terra fosse sferica e ne stimò addirittura la circonferenza, sbagliando solo di un migliaio di chilometri, sui circa 40.000 totali…
Probabilmente questo sapere risaliva già al secolo precedente ed agli studi di Parmenide, saggio in contrapposizione con le teorie di Pitagora che invece sosteneva che la terra fosse piatta.

Sarà poi Tolomeo, vissuto nel I secolo d.C., a suddividere la terra verticalmente in spicchi, in 380 spicchi, per essere precisi, sviluppando i concetti di latitudine e di longitudine. Tolomeo, però, contestò i calcoli del suo connazionale Erastotene, sostenendo che la terra avesse una circonferenza minore, soli 28.000 km.

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