Le acque sotterranee di Vercelli

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Uno dei temi che tratteremo nel prossimo libro, dedicato a Vercelli, saranno i corsi d’acqua della città.
Infatti non tutti sanno che la nostra amata Vercelli è attraversata da rogge e da canali sotterranei.

Sul monte Rosa, al passo d’Ollen nasce il fiume Sesia, il principale corso d’acqua della città, che, nei pressi di Casale Monferrato, sfocia poi nel fiume Po.
Il Sesia, che riceve le acque del Sessera, del Cervo, dell’Elvo e di altri torrenti minori, un tempo era navigabile nel tratto da Vercelli al Po: in seguito ai numerosi canali artificiali realizzati per favorire l’irrigazione delle sue terre, oggi non ha più una massa d’acqua sufficiente.

Lo studio delle fortificazioni della città ci porta a scoprire un altro aspetto interessante. Per fronteggiare i continui attacchi del Barbarossa, i vercellesi costruirono, nel 1170, alte e robuste mura merlate protette da un profondo fossato.

Nel 1586 iniziò la costruzione del “Roggione” di Vercelli, per dare acqua ai fossi realizzati per la difesa esterna e per la pulizia interna della città.
Il “Roggione” nasceva da un canale che si staccava dall’Elvo e dal Cervo nei pressi di Quinto e raggiungeva lo stradone per Torino costeggiandolo a Sud ed entrando in città, attraversando Piazza Torino, attraverso un valico aperto nell’antica cerchia muraria, alla destra della porta di Strada, all’incrocio tra corso Carlo Alberto e via XX Settembre.
All’epoca scorreva scoperto, percorrendo il primo tratto del Corso, dove un ramo avrebbe percorso via Dante Alighieri prendendo il nome di “Molinasso”, come palesemente testimoniato anche dal Theatrum Sabaudiae.

In seguito alla guerra di successione spagnola e dopo l’invasione francese, le fortificazioni vennero distrutte. Abbattuti i muraglioni, le cui macerie vennero riversate all’interno dei fossati che, nel corso del XVIII secolo si trasformarono nel giro dei viali.

Ecco così come si dissolsero anche queste altre testimonianze del passato. E’ infatti raro che oggi i vercellesi che passeggiano lungo uno dei viali della città pensino al tempo in cui, proprio lì, un tempo nemmeno troppo lontano, ci furono i fossati. Ed è ancora più improbabile che la gente comune pensi ai corsi d’acqua superstiti che scorrono come arterie sotto alle strade di Vercelli, quando vi transitano sopra.

Non dimentichiamoci un aspetto antropologico molto importante. Molto spesso le leggende che narrano dell’esistenza di misteriosi camminamenti sotterranei e segreti, articolati tra i palazzi del centro storico della città, si basano sulla reale esistenza di cunicoli e di gallerie. Ma questi, ad un’attenta e razionale indagine, si sono rivelati essere semplpici condotti idraulici o canali per il trasporto delle acque.

Certo, se da un lato il fascino e l’incanto romantico di un passaggio segreto realizzato apposta come tale viene un po’ in difetto, dall’altro, però, ci sostiene l’evidenza che queste misteriose gallerie esistano realmente. Nate con una funzione pratica, progettate per assolvere a bisogni molto concreti e materiali, nonché strettamente correlati alle necessità urbanistiche, possono, nel tempo, essere abbandonate e reimpiegate, modificandone quindi la funzione primigenia.

Non va mai dimenticato che la realizzazione di un qualunque manufatto richiede tempo e denaro e che gallerie e cunicoli non vengono mai costruiti se non necessari ed indispensabili.
Quando poi questi, ormai dimenticati da tutti, vengono ritrovati e parte del loro percorso coincide con quello richiesto per collegare segretamente due o più palazzi, viene modificata la loro funzione primitiva e si trasformano in passaggi segreti con notevole risparmio di tempo e di denaro.
Con questo non vogliamo escludere a priori che non siano mai stati realizzati dei camminamenti sotterranei aventi funzione di collegare segretamente più edifici, ma solamente che questo tipo di opera è molto più rara rispetto alle opere di tipo idraulico.

Sapendo dunque che molte leggende sono nate dall’osservazione casuale di questi canali di natura idraulica, ricostruirne i percorsi e comprendere esattamente l’andamento tra le vie della nostra città può aiutarci a svelare qualche mistero ancora oggi insoluto.

Le indagini partono quindi dalle tre rogge voltate più importanti della città, il Roggione, il Molinasso e la Roggia Molinara.

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